L'ipotesi prevede di portare ad Arcumeggia giovani restauratori e studenti d'arte C'è uno spiraglio per salvare il "paese dipinto" della Valcuvia e scongiurare la scomparsa dei capolavori dipinti da alcuni grandi pittori italiani del Novecento. La strada potrebbe essere quella di realizzare una sorta di campus per giovani restauratori. L'ipotesi, sotto la lente d'ingrandimento di istituzioni ed enti locali, coniugherebbe un duplice obiettivo: monitorare e proteggere dal degrado gli affreschi dei grandi maestri (Salvini, Carpi, Usellini, Treccani, Montanari e Funi) che decorano i muri delle case, ma anche inaugurare una nuova stagione di ricettività turistica, ricreando quelle condizioni che, negli anni Sessanta, trasformarono Arcumeggia da paesino in sella a una montagna alla pia celebre galleria d'arte en plen air d'Italia. «Sarebbe molto interessante avviare progetti con Accademie, per esempio Brera, coinvolgendo restauratori o artisti in formazione che potranno operare e risiedere ad Arcumeggia», spiega Luciana Ruffinelli, bustocca, consigliere regionale della Lega Nord con un passato da insegnante di storia dell'arte. E' stata proprio l'esponente del Carroccio al Pirellone l'artefice del sopralluogo che la commissione Cultura ha effettuato ieri ad Arcumeggia. Dopo la denuncia sullo stato di abbandono e di incuria dei "gioielli" artistici lanciata da Angela Viola, presidente della Pro Arcumeggia, un drappello di rappresentanti della Regione è salito nel paese dei 63 abitanti per verificare lo stato di salute dei dipinti. Opere d'arte che rischiano di non sopravvivere a causa delle intemperie e del trascorrere del tempo. «Ci sa no diversi dipinti - spiega Viola, ex sindaco di Casalzuigno - notevolmente compromessi dagli agenti atmosferici che ne hanno aggredito la pellicola protettiva e scolorito i pigmenti». Da qui l'ipotesi di un campus per restauratori, affiorata ieri proprio durante la visita al paesino in provincia di Varese. Obiettivo: coinvolgere giovani che ancora studiano in Accademia affinchè, da una parte, possano completare la loro formazione sul campo e dall'altra mettano a disposizione le competenze già acquisite per sorvegliare con una certa continuità i "gioielli" artistici di Arcumeggia. «Quella di sottoscrivere convenzioni e accordi con università, accademie e scuole d'arte - conferma Viola - potrebbe essere una strada praticabile, un esempio virtuoso di collaborazione che sarebbe quasi a costo zero per le istituzioni». Oggi, non a caso, il problema principale da affrontare è il reperimento dei fondi per restaurare gli affreschi maggiormente compromessi del borgo all'aperto. Per sciogliere questo nodo è già scesa in campo l'amministrazione provinciale di Varese, che ha messo a disposizione 130mila euro, come ha confermato l'assessore alla Cultura, Francesca Brianza. Villa Recalcati, però, punta al raddoppio delle risorse e per questo ha deciso di partecipare a uno dei bandi promossi dalla Fondazione Cariplo, in maniera da garantire una cifra sufficiente per mettere in sicurezza i "capolavori". «A settembre sapremo i risultati del bando - conferma Brianza - e ci auguriamo, in autunno, di dare il via all'operazione di restauro». In attesa che la questione si sblocchi, enti locali e Regione studieranno nuovi sentieri percorribili per il rilancio e la valorizzazione turistica del borgo. «Arcumeggia è la nostra perla, dobbiamo garantire un'offerta turistica che combini arte, natura ed enogastronomia" dice l'assessore alla Cultura di Casalzuigno, Vincenzo Giovine.