Gioiello negato. L'area fu abitata dal XVI al VII secolo avanti Cristo I lavori di scavo procedono tra molte difficoltà Il caso Poggiomarino, alla Longola kermesse voluta dai volontari Si attende un milione dalla Ue POGGIOMARINO. Riapre i battenti il sito protostorico della Longola, seppure in parte e per un solo giorno, anzi per una sola sera. Domenica prossima, alle 19, i volontari del gruppo archeologico «Terramare 3000» e dell'associazione «Amici del Sarno» accompagneranno i cittadini in una passeggiata lungo il percorso fluviale che sta intorno agli scavi. Successivamente, ci sarà la proiezione di filmati sull'antico villaggio rinvenuto a Longola, ai confini tra Striano e Poggiomarino, sulle tombe a fossa dell'età del Ferro, caratteristiche del territorio sarnese. Inoltre, nel corso della stessa serata ci sarà una rappresentazione in costume storico dell'epoca in cui la zona era abitata dal mitico popolo dei Sarrasti, una tribù che la tradizione fa discendere dalla ondata dei Pelasgi che, nell'alta Età del Bronzo (intorno al 1600a.C.) si stabilì nell'Italia meridionale. Il tema della rappresentazione in costume è tutto al femminile: «Donne, principesse e sacerdotesse, il ruolo femminile nella Campania antica». Prenderanno vita e voce alcune donne dei popoli che abitarono anticamente l'area intorno al fiume, grazie alle volontarie del gruppo archeologico di Poggiomarino. I cittadini interessati al tour possono arrivare direttamente presso contrada Longola o andare a via Roma, da dove partirà un pullman diretto agli scavi. Torna l'attenzione, dunque, sul sito protostorico della Longola. Era il 2000 quando fu scoperto per caso: si stava costruendo il depuratore del fiume Sarno quando gli operai incapparono in alcuni reperti archeologici. La Soprintendenza, accorsa sul posto, si trovò di fronte a testimonianze che rivelarono la presenza di un villaggio palafitticolo con una continuità abitativa a partire da prima del XVI secolo avanti Cristo fino al VII secolo avanti Cristo. Una scoperta eccezionale, tra le più singolari d'Europa. Da allora, gli scavi della Longola hanno vissuto varie vicissitudini: allagamenti, incendi ma anche attività di ricerche e studio. Tuttora il tesoro archeologico è oggetto di approfondimenti: la Soprintendenza di Napoli e Pompei, grazie all'impegno della dottoressa Caterina Cicirelli, responsabile del sito, ha disposto ulteriori lavori, di tipo stratigrafico. Consentiranno di portare tutti i saggi di scavo allo stesso livello, cioè allo stesso periodo storico. Il nodo da sciogliere, tuttavia, resta quello della valori77alione di un patrimonio storico e culturale molto importante. I lavori termineranno a dicembre, un altro milione di euro dovrebbe arrivare dai fondi europei perla creazione di depositi e strutture di adeguamento delle vasche (il villaggio si sviluppa tutto intorno all'acqua), poi si tratterà di capire in che modo i visitatori e i turisti potranno finalmente conoscere gli scavi poggiomarinesi. Linda Solino, responsabile del gruppo archeologico «Terramare 3000», non nasconde la sua preoccupazione: «Il lavoro dei volontari e delle associazioni resta importante, ma è fondamentale che le istituzioni facciano la loro parte. Intanto, un risultato è stato già ottenuto: nel corso della passata campagna elettorale tutte le coalizioni si sono impegnate a valorizzare il sito. La Longola è stata spesso al centro del dibattito politico». Rilanciare il villaggio protostorico è una sfida che anche l'attuale amministrazione comunale ha intenzione di raccogliere. L'assessore alla cultura Gerardo Aliberti spiega: «Ci siamo insediati pochi giorni fa, ma il decollo del sito di Longola è in cima ai nostri pensieri. Stiamo studiando tempi e modi. Certo è che esso rappresenta una risorsa per la città e per l'intero territorio».