La vita degli antichi in miniatura Nelle terre di Siena ricco calendario di iniziative anche enogastronomiche Da giugno a ottobre prende il via "ArcheoFest", primo festival nazionale dedicato all'archeologia. Una kermesse ricca di eventi che accende i riflettori sul patrimonio archeologico e culturale della provincia di Siena. Un fitto cartellone di mostre temporanee, convegni, conferenze, seminari, rappresentazioni teatrali, musicali e cinematografiche legate a temi dell'antichità, ricostruzioni e rievocazioni reali e virtuali, scavi e scavi simulati, spazi dedicati alla tecnologia applicata all'archeologia, laboratori educativi per adulti e ragazzi sull'arte e sulla vita quotidiana nell'antichità, eventi legati alla storia del cibo e del vino, ma anche alla storia della bellezza e della salute, editoria, promozione del volontariato archeologico che avrà luogo in alcune delle più suggestive località della Val di Chiana e ruoterà intorno al tema dell'acqua nel suo stretto rapporto con il paesaggio, l'abitare, il viaggio, il benessere e il sacro. Si tratta di una produzione Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali, con il coordinamento scientifico di Fondazione Musei Senesi in collaborazione col Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Università degli Studi di Siena, Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Chianciano Terme e 24 ORE Cultura, Il Sole 24 ORE e Domenica, e la partecipazione dei Comuni di Cetona, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, Trequanda, dell'Unione dei Comuni della Val di Chiana Senese e della Camera di Commercio di Siena, che nasce con l'obiettivo di valorizzare e promuovere le ricchezze del prezioso patrimonio archeologico e culturale della Val di Chiana e dell'intera provincia di Siena e di fare di Chianciano Terme la capitale dell'archeologia. Proprio a Chianciano Terme dall'esperienza dell'ArcheoFest nascerà, infatti, il nuovo polo archeologico -composto da Museo Civico, Laboratorio di restauro e dagli spazi appena restaurati della Villa e del Giardino Simoneschi che si pone quale centro di interesse nazionale all'interno di un territorio, la Val di Chiana e la provincia di Siena, tra i più ricchi al mondo di testimonianze archeologiche. "ArcheoFest" sarà anche l'occasione per valorizzare, a partire da Chianciano e dalla val di Chiana, i quindici musei civici archeologici della provincia di Siena riuniti dalla Fondazione Musei Senesi. L'inaugurazione di "ArcheoFest" fornisce inoltre l'occasione per presentare i restauri di Villa Simoneschi, edificio di pregio costruito all'inizio del secolo XIX (1830 circa) dai Pacchiarotti, importante famiglia di latifondisti chiancianesi che vollero creare, nell'area di Porta Rivellini (oggi la principale porta di accesso al centro storico), il cuore della loro azienda agricola. Immersa in un bel giardino cintato da un alto muro, Villa Simoneschi è circondata da altri edifici come la cappella di famiglia, una piccola chiesa neoclassica già restaurata, le ex-scuderie, l'ex-limonaia, e un piccolissimo e caratteristico edificio, detto "casina del giardiniere". Dopo essere stata acquistata dall'Amministrazione comunale di Chianciano Terme con l'ex granaio -adibito da diversi anni a sede del Museo Civico Archeologico- dopo il restauro ha ospitato per alcuni anni la Biblioteca comunale; attualmente sono stati completati gli interventi di consolidamento e di ristrutturazione complessiva dell'antica dimora che ne permette il nuovo utilizzo, ricollegandola, come un tempo, alle sue antiche pertinenze: il granaio, con le sottostanti cantine, come si è detto, oggi sede del prestigioso Museo Civico Archeologico e l'annesso Centro Provinciale di Restauro, recentemente costruito per volontà dall'Amministrazione comunale e dalla Fondazione Musei Senesi, proprio sotto al museo. Villa Simoneschi diventa così sede operativa di "ArcheoFest" e del nuovo polo archeologico grazie al sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. L'evento è stato inaugurato dall'esposizione "Le case delle anime" - promossa da Museo delle Culture della Città di Lugano, Fondazione Musei Senesi e Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme, grazie al sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la collaborazione di e Vernice Progetti Culturali srlu - aperta al pubblico fino al 16 ottobre. Evento che espone tra le altre opere, alcuni straordinari esemplari delle "case delle anime", modelli architettonici dell'antichità che rappresentano capanne, case, torri, granai, templi e una moltitudine di altre costruzioni, dalle più semplici e triviali alle più auliche. Rinvenute in una molteplicità di depositi funerari e votivi, a volte anche in zone di abitato, in tutto il bacino del Mediterraneo e in Mesopotamia, ma anche in Cina e presso alcune culture della Mesoamerica e in altri paesi ancora, sono la manifestazione di una forte continuità culturale, che ne estende la presenza praticamente dal VI millennio a.C. fino ai giorni nostri. Così a Chianciano Terme la vita degli antichi in miniatura. Una mostra straordinaria per si può raccontare e comprendere la vita in antiche civiltà. Urne che riproducono in scala ridotta delle dimore o modelli per la progettazione architettonica di edifici pubblici e provati delle maggiori popolazioni dell'antichità. Considerati per tutta l'età moderna alla stregua di "curiosità" di scavo, cominciarono a ricevere una specifica attenzione scientifica nella seconda metà dell'Ottocento quando anche la denominazione "case delle anime" cominciò ad essere usata non solo per indicare quegli esemplari che presentavano il modello di un edificio miniaturizzato, ma anche in senso generico, un più vasto insieme di oggetti, di cui fanno parte le urne in forma di abitazione, ma anche la gran parte dei modelli architettonici delle culture antiche. Dal punto di vista antropologico, l'uso di realizzare case in miniatura costituisce una delle innumerevoli espressioni di una delle tendenze più diffuse nelle culture: quella a miniaturizzare. La mostra ne espone alcuni straordinari esemplari provenienti dai maggiori musei archeologici italiani e svizzeri. Il percorso ruota intorno ad alcuni temi emblematici: la progettazione architettonica tramite modelli in miniatura; il viaggio dell'anima nell'aldilà; il rapporto e lo scambio dell'uomo con entità superiori o il controllo del cosmo attraverso la miniaturizzazione, un percorso che svela progressivamente un affascinante intreccio di significati. La prima sezione è dedicata ai contesti in cui le opere sono state ritrovate, quindi principalmente sepolture e depositi votivi che hanno fornito modelli di case e di altre costruzioni. La seconda parte è dedicata alle "maquette" e mette in evidenza la loro valenza di manufatti funzionali alla progettazione o atti a soddisfare il desiderio dell'uomo di esercitare un controllo sullo spazio fisico che lo circonda. Nella terza sezione la mostra presenta un contrappunto visivo, ma anche sostanziale in cui la casaurna è associata al corpo umanourna: il canopo. Qui le opere esposte sono rappresentative del genere di queste urne antropomorfe appartenenti alla produzione etrusca. Segue un nucleo di urne cinerarie, vere e proprie case delle anime depositate nelle tombe insieme ad altri elementi del corredo funerario. Questo tipo con funzione funeraria è tipico dell'Italia centro-meridionale dei primi secoli del primo millennio a.C. La quinta sezione è dedicata ai modelli di edifici utilizzati come strumenti cultuali, ad esempio come altare, incensiere, supporto per offerte o vassoio per i banchetti. Numerosi di questi esemplari provengono da Paesi quali la Mesopotamia, la Siria e la Palestina. La sesta sezione è dedicata all'oggetto devozionale. La maggior parte dei modelli di edifici rinvenuti in Grecia, ad esempio, provengono da santuari e costituiscono delle offerte alle divinità da parte dei devoti. In questo modo, gli antichi esprimevano la loro gratitudine agli dei oppure cercavano la loro benevolenza per il futuro. Le ultime vetrine affrontano il tema del rapporto tra "micro" e "macro", tra modello e realtà. I modelli di edifici miniaturizzati, infatti, costituiscono talvolta preziosi documenti per la ricostruzione della storia sociale e forniscono indicazioni capitali per la comprensione della grande architettura. "Le case delle anime", fino al 16 ottobre con i seguenti orari: tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00. Info: 0578 30471. E-mail: museoetruscolibero.it.