Un risarcimento pari a 13.850.000 euro, qualcosa come circa 27 miliardi delle vecchie lire. È la cifra che la «Società eolica Siciliana» chiede alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa. Il legale rappresentante della Società eolica per la Sicilia, Pierfrancesco Rimbotti, ha presentato un ricorso dinanzi al Tar di Catania per chiedere di annullare il provvedimento della Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa che ha dato parere non favorevole alla realizzazione del progetto per la «costruzione» del parco eolico. Il ricorso è stato notificato il 29 novembre. Secondo la Ses il parere espresso dalla Soprintendenza "è illegittimo". In pratica l'ente di tutela del patrimonio ha dato, nel settembre 2003, una dichiarazione di inesistenza di vincoli sull'area dove dovrebbe sorgere l'impianto. «Tale dichiarazione - spiega il legale della Ses, l'avvocato Vincenzo Davide Manno - è stata rilasciata a seguito di una richiesta da parte della Società. Ma nel 2004 la Soprintendenza ha rilasciato un altro parere, non favorevole». In questo caso è stato il Comune di Ragusa a presentare richiesta. «Di ciò, tuttavia, - spiega Manno - è stata data comunicazione solamente al sindaco e non alla Ses». Secondo la «Società Eolica Siciliana tale dichiarazione, rilasciata ad un anno di distanza dall'altra e di senso opposto alla precedente, è lesiva dei suoi diritti. Per questo motivo i vertici della Ses hanno deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo di Catania che nei prossimi giorni dovrebbe discutere la sospensiva cautelare del provvedimento. «La posizione della Soprintendenza - spiega l'avvocato Manno - si fonda su una carta di intervisibilità redatta in scala 1:100.000, ossia un millimetro per cento metri. Una carta inaffidabile che, peraltro, non era allegata alla documentazione. La Soprintendenza, dal canto suo, ha spiegato che non era inclusa nel fascicolo perché digitalizzata e quindi non stampata». La richiesta di sospensiva entra anche nel merito spiegando che la Soprintendenza non avrebbe potuto "bocciare", secondo l'articolo 152 del cosiddetto decreto Urbani, il progetto. Unico compito era quello di dare prescrizioni sulla realizzazione dell'opera.