Niente forbici sul budget, garantite le norme su Pompei e sullo spettacolo Roma. C'è almeno un vincitore, nella corsa ai tagli della manovra finanziaria presentata ieri dal ministro dell'Economia in un complicato Consiglio dei ministri. E' il ministero per i Beni e le attività culturali, passato nelle mani dell'ex presidente del Veneto, Giancarlo Galan dopo il ritiro di Sandro Bondi. Le informazioni che uscivano ieri, durante il lungo pomeriggio delle trattative confermavano la linea scelta dall'esecutivo: a differenza di altri ministeri, il Mibac infatti non subirà alcun taglio dalla nuova manovra proposta da Giulio Tremonti. E, ancor più, è stato escluso dal taglio dei residui passivi, dunque potrà disporre ancora dei cosiddetti fondi perenti che, di solito, se non utilizzati, ritornano al Tesoro; il Mibac risulta esente anche da nuove ipotesi di rimodulazione della spesa pubblica. Al Collegio romano, dove l'équipe di Sandro Bondi ha continuato a lavorare in continuità di vedute col nuovo titolare dei Beni culturali, tirano un sospiro di sollievo. L'eccezione culturale sottoscritta da Tremonti significa che saranno evitati i tagli in materia di spettacoli e di istituzioni culturali. Altra novità, sarà destinato al Fondo unico per lo spettacolo (Fus), come pure ad altre finalità del ministero - come per esempio la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni culturali - il 5 per mille dell'Irpef che i cittadini, secondo l'ultima Finanziaria, potranno versare rispetto alle dichiarazioni dei redditi del 2012. Inoltre, non solo il Collegio romano non subirà alcun taglio nel reclutamento del personale tecnico e specialistico, necessario all'opera di tutela del patrimonio storico e artistico, ma Galan sarebbe riuscito a difendere anche la salvaguardia delle norme su Pompei, emanate in seguito ai crolli dei mesi scorsi, e le relative nuove assunzioni nei ruoli tecnici, previste dall'ultimo decreto sviluppo. Altra novità in termini di gestione razionale delle risorse: la società Arcus, al centro di recenti polemiche e controversie, potrà disporre al meglio dei grandi finanziamenti internazionali che saranno erogati attraverso il Cipe per i progetti in corso, come il recupero e il restauro del centro storico dell'Aquila e delle molte chiese colpite dal terremoto, o come gli interventi a favore del MAXXI, o il sostegno per rinnovare gli allestimenti del Teatro alla Scala in vista dell'anno verdiano. Anche sull'ordinaria amministrazione, il lavoro di squadra del Mibac ha dato i suoi frutti, riuscendo a evitare il blocco delle mostre. Una precedente norma aveva stabilito che l'amministrazione non potesse spendere più del 20 per cento rispetto alle cifre stanziate nell'ultimo anno per allestire mostre e convegni nazionali e internazionali. Soglia questa che aveva suscitato l'apprensione degli enti locali e di molti sponsor privati associati in questo genere di iniziative. Ora invece un nuovo comma della finanziaria prevede la possibilità di derogare a questa soglia, previa l'autorizzazione centrale del ministero e entro limiti prestabiliti. La riforma di Cinecittà Infine, per quanto riguarda il cinema, è stato raggiunto un accordo per la riforma della Cinecittà Luce spa, deputata per legge alla promozione e alla distribuzione di film italiani, oltreché alla gestione dell'archivio storico dell'Istituto Luce, ma oberata da un numero troppo elevato di dipendenti, con costi di gestione altissimi, e oneri debitori che non consentivano di realizzare i programmi previsti. Snellita nel personale che verrà in parte riassorbito dal ministero, in parte resterà in servizio in base alle qualifiche professionali e alle funzioni richieste, la vecchia società rinasce come Cinecittà Luce srl. Sotto la vigilanza del Mibac, si dedicherà esclusivamente alla promozione e alla distribuzione dei film italiani, oltreché alla conservazione del patrimonio storico del cinema italiano. Così, riducendo i costi generali della vecchia gestione, che sino a pochi anni fa, ai tempi d'oro degli anni Novanta, con quasi 200 dipendenti, gravava sulle casse dello stato per più di 30 milioni di euro, si arriverà a un notevole risparmio sui fondi del Fus, visto che alla nuova società saranno sufficienti non più di 8 milioni di euro per funzionare a pieno regime. Infine, anche lo sport avrà la sua soddisfazione, perché resterà in vita l'Istituto per il credito sportivo.
Dalla corsa ai tagli stavolta si salvano i Beni culturali
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha presentato una manovra finanziaria che ha garantito il mantenimento delle norme su Pompei e sullo spettacolo Roma. Il ministero per i Beni e le attività culturali, guidato dall'ex presidente del Veneto Giancarlo Galan, non subirà tagli. Il Mibac potrà disporre dei fondi perenti e sarà esente da nuove ipotesi di rimodulazione della spesa pubblica. Saranno evitate le taglie in materia di spettacoli e istituzioni culturali. Il Fondo unico per lo spettacolo (Fus) riceverà il 5 per mille dell'Irpef. Il ministero non subirà tagli nel reclutamento del personale tecnico e specialistico.
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