Disastri di governo Una professione senza regole, negli anni solo sanatorie «cerotto» È stata presentata martedì al Senato la proposta di legge promossa Pd in materia di professioni nei beni culturali. A proporla Matteo Orfini, responsabile Cultura del Pd e Andrea Marcucci per i senatori della Commissione Cultura. La legge contiene una novità: nella sua seconda parte propone una cornice stabile alla professione del restauratore. Sembrerebbe scontato, con l'immenso patrimonio artistico italiano, che il restauro fosse una professione con regole, magari da aggiornare e modificare, ma chiare. Invece negli ultimi vent'anni si è assistito prima a una deregolamentazione del settore, con corsi - vuoi pubblici delle Regioni, vuoi privati - che spuntavano come funghi senza controllo didattico, e in un secondo momento una serie di normative restrittive e contraddittorie. Nasceva un elenco di restauratori autorizzati a lavorare per il pubblico, da cui restava fuori la stragrande maggioranza dei circa 20mila addetti del settore: agli esclusi non rimanevano che i clienti privati, oppure esercitare come sottoposti di quanti erano in quella specie di Schindler's list dei Beni culturali. Perfino una parte del personale del ministero, assunto per concorso con la qualifica di restauratore, non era più considerato tale. Un mostrum giuridico, di quelli che gli uffici legislativi del Mibac troppo spesso partoriscono, o come ha spiegato Orfini, "una situazione incancrenita sotto molti governi, ma in modo flagrante e colpevole con l'ultimo». Di fronte a simili situazioni in Italia si procede mettendo pezze sui cerotti: ovvero per sanatorie. La nuova proposta di legge prevede invece che nell'elenco si entri grazie a una serie di punteggi, acquisiti attraverso il percorso didattico - e qui l'Istituto superiore del restauro, vero faro a livello mondiale, mantiene ovviamente la sua preminenza-, e le esperienze lavorative. Una soluzione chiara alla confusione pregressa, in un settore delicato come il restauro: vedremo se la maggioranza saprà accoglierla.
Proposta dal Pd una legge per i restauratori. Dimenticati
La proposta di legge del Pd, presentata al Senato, propone una cornice stabile alla professione del restauratore nei beni culturali. La legge contiene una novità: l'accesso all'elenco dei restauratori autorizzati a lavorare per il pubblico sarà basato su punteggi acquisiti attraverso il percorso didattico e le esperienze lavorative. Ciò dovrebbe risolvere la confusione pregressa e stabilire regole chiare per la professione del restauro. La legge mira a risolvere la situazione in cui la maggior parte dei restauratori non era considerata tale, e dove solo i clienti privati o i sottoposti di quanti erano in quella specie di "Schindler's list" dei Beni culturali erano ammessi.
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