BUSSETO - Uno dei maggiori luoghi verdiani in assoluto, Palazzo Orlandi (unica residenza bussetana di Giuseppe Verdi se si esclude la casa natale di Roncole), è in vendita. La notizia, talmente incredibile da poter sembrare il frutto di uno scherzo, è invece verissima. L'annuncio della vendita è apparso sul «Financial Times», uno dei maggiori organi d'informazione a livello mondiale, ed è stata ripresa ieri da «CorrierEconomia», l'inserto del lunedì del «Corriere della Sera». «Vendiamo - si legge nell'inserzione apparsa sul "Financial Times" - nel centro storico di Busseto un palazzo unico, del 18esimo secolo, appartenuto a Giuseppe Verdi e rinomato nel mondo come "Museo di Cimeli verdiani". Una proprietà di 1700 mq che ha bisogno di restauri». Per i possibili acquirenti c'è anche un indirizzo e-mail (bussetoda-dacasa.com) da contattare per dare inizio a quella che a tutti gli effetti sarebbe una storica trattativa. Palazzo Orlandi (già Palazzo Dordoni-Cavalli), dal nome della famiglia bussetana che lo comprò mezzo secolo fa, fu costruito in forme neoclassiche dall'architetto e pittore bussetano Giuseppe Cavalli, cui si deve anche la decorazione dello splendido salone interno. Verdi lo acquistò nel 1845 e vi si trasferì nel 1849 convivendovi fino al 1851 con Giuseppina Strepponi, suscitando lo scandalo dei benpensanti del luogo (che non accettarono mai questa forma di convivenza nonostante il maestro fosse di stato libero, in quanto vedovo di Margherita Barezzi). All'epoca il palazzo era il più signorile e moderno di Busseto; Verdi vi compose le opere Luisa Miller, Stiffelio, Rigoletto e Trovatore. A Giuseppina Strepponi il palazzo fu tra l'altro venduto dallo stesso Verdi ma la nuova proprietaria se ne liberò ben presto destinando il ricavato ad una pensione perpetua ai poveri del luogo. Nel gennaio 1867 vi morì Carlo Verdi. Nell'appartamento, di proprietà privata, è allestita da tempo una interessante esposizione di arredi d'epoca, autografi e cimeli verdiani oltre che di Arturo Toscanini, che vi fu ospite nel 1913 e nel 1926. Tale museo è rimasto aperto fino al 1996 per poi essere chiuso per inagibilità. Per decenni questa storica dimora verdiana è rimasta di proprietà della famiglia Orlandi ma dopo la scomparsa dei due ultimi eredi maschi, Angelo e Giuseppe, è finita in decadenza. Saba Sabadini Orlandi, vedova di Angelo Orlandi, sulle colonne dell'inserto del «Corriere della Sera» ha spiegato che la scelta di far pubblicare l'annuncio della vendita sul «Financial Times» è nata dal fatto che trattandosi di un palazzo famoso nel mondo, gli appassionati, non solo italiani, oltre ad esserne interessati potrebbero anche avere le risorse economiche per acquistarlo. E, stando ai dati riguardanti i flussi turistici nella terre del maestro, emerge che i più sfegatati cultori verdiani sono i giapponesi: pertanto non sarebbe affatto strano se l'acquirente dovesse provenire dal Sol Levante, dove la passione c'è ed i soldi pure. Occorre ricordare che, dopo la chiusura per inagibilità, Angelo Orlandi aveva anche fatto preparare un progetto di ristrutturazione con un preventivo equivalente a circa 5,5 milioni di euro, presentandolo in Comune senza avere risposta. Come ricorda la vedova si rivolse poi al Ministero per i Beni culturali che garantì il rimborso di metà della cifra, ma la famiglia proprietaria non aveva a disposizione l'altra metà. Quindi, ripresentando il progetto, si tentò di ottenere parte dei finanziamenti elargiti in occasione del centenario verdiano del 2001. «Ma ci dissero - ha detto sempre Saba Sabadini Orlandi al "Corriere" - che le risorse erano troppo scarse. Dopo la morte di mio marito mi sono rivolta alle fondazioni e alle banche locali ma nessuno ha potuto o voluto aiutarmi, così abbiamo deciso di vendere». CorriereEconomia riporta anche l'intervento dell'assessore regionale alla cultura Marco Barbieri, il quale ricorda che la famiglia Orlandi non ha accettato di inserire il palazzo nel circuito dei luoghi verdiani gestendolo sempre per conto proprio e, pertanto, non era possibile spesare interventi di restauro a favore di un immobile privato. Ricordando gli investimenti fatti sul turismo verdiano, Barbieri ha infine dichiarato che: «Siamo interessati alle sorti di questo palazzo. E' tutelato dalla Soprintendenza e la Regione, in caso di vendita, ha un diritto di prelazione. Se e quando sarà il momento valuteremo cosa fare, compatibilmente con i nostri bilanci».
Busseto, in vendita la casa di Verdi.
Il palazzo Orlandi, unico luogo verdiano in vendita, è stato annunciato come tale sul Financial Times. La proprietà, appartenuta a Giuseppe Verdi, è stata venduta per 1700 mq nel centro storico di Busseto. Il palazzo, costruito nel 18esimo secolo, ha bisogno di restauri e include un museo di cimeli verdiani. La famiglia Orlandi, proprietaria del palazzo, ha deciso di vendere dopo aver tentato di ottenere finanziamenti per il restauro. L'assessore regionale alla cultura Marco Barbieri ha dichiarato che la Regione ha un diritto di prelazione in caso di vendita e che sarà valutata la possibilità di acquistare il palazzo.
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