NAPOLI. «La salvaguardia dell'arte è utile per la mente e per l'economia». Queste le parole di Raffaele Lieto, segretario generale di Filcams Campania, pronunciate durante la relazione introduttiva del convegno "Quale governance per i beni culturali?". L'incontro, organizzato dalla Federazione Italiana dei Lavoratori del Commercio Turismo Servizi, si è tenuto ieri mattina a Napoli presso la Cgil. «Un terzo del flusso turistico che arriva in Italia è diretto verso zone di interesse storico e artistico - ha proseguito Lieto - che sono fonte di ricchezza, produzione e lavoro non ancora sfruttate al massimo delle loro potenzialità». L'incuria, l'abbandono e la valorizzazione inadeguata dell'ambiente sono piaghe che vanno risolte quanto prima, anche per consentire ai lavoratori del settore di avere una maggiore stabilità lavorativa. La tutela del territorio e del patrimonio devono andare di pari passo con la tutela dei lavoratori e della loro professionalità. Hanno preso parte al dibattito, per puntualizzare il loro disagio lavorativo, i dipendenti della Ales, della Pierreci, della CivitaMusei e della Fondazione Idis- Città della scienza, che per la maggiore si occupano di servizi aggiuntivi. Tutti hanno denunciato una situazione diventata oramai insostenibile. A Città della Scienza si lotta per riuscire a ricevere gli stipendi, gli ultimi sono arrivati lo scorso gennaio. Al Museo Madre quarantotto lavoratori tra i 25 e i 35 anni rischiano la cassa integrazione in deroga a causa dei tagli alla gestione ordinaria del museo. Questi sono solo esempi di quello che il mondo dei beni culturali sta subendo negli ultimi anni, addirittura sono stati stralciati i fondi per 30 nuove assunzioni a Pompei. «Non c'è nessun concorso per la diagnostica - denuncia Salvo Barrano, vicepresidente dell'Associazione nazionale archeologi - e pochissimi sono gli ingegneri strutturisti, da questo derivano le difficoltà sul piano della sicurezza. Non è possibile una valorizzazione dei siti senza profili professionali adeguati e a farne le spese sono soprattutto le donne. Il 72 delle lavoratrici tra i 30 e i 40 anni, con un profilo iperformato da laurea e specializzazione a un certo punto deve decidere cosa fare nella vita ed è costretta a lasciare il settore in cui è difficile trovare una stabilizzazione».
Beni culturali: penalizzate le donne
A Napoli, un convegno organizzato dalla Federazione Italiana dei Lavoratori del Commercio Turismo Servizi ha discusso sulla salvaguardia dell'arte e dei beni culturali. Raffaele Lieto, segretario generale di Filcams Campania, ha sottolineato l'importanza della tutela del territorio e del patrimonio per la mente e per l'economia. Lieto ha anche denunciato la situazione diventata insostenibile per i lavoratori del settore, che rischiano di perdere la stabilità lavorativa a causa dell'incuria e dell'abbandono dell'ambiente.
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