Il neo assessore alla cultura del Comune di Milano, Stefano Boeri, ha iniziato il suo mandato con il bilancio in mano. E dopo aver fatto i conti e probabile che scelga di mettere mano al la forbice. In due o tre settimane dovrebbero essere tracciate le linee guida per gli investimenti dei prossimi anni, ma pare che Boeri si sia già orientato verso la rinuncia ad alcuni grossi progetti. L'investimento per la Beic, la Biblioteca europea d'informazione e cultura sembra essere considerato totalmente fuori portata dall'assessore e dal suo entourage. L'idea, come ha spiegato al Sole 24 Ore, ieri, è quella di accontentarsi dell'esistente: Milano conta 24 biblioteche... si tratta di salvaguardare e potenziare questo patrimonio? Non solo. Rischia di saltare anche il nuovo museo di arte contemporanea (il Mac) disegnato da Daniel Libeskind. La costruzione del museo dovrebbe essere quasi completamente coperta dagli oneri di urbanizzazione di Citylife circa 45,3 milioni ma il nuovo assessore ritiene che per il Comune di Milano potrebbe rivelarsi troppo oneroso anche il solo mantenimento degli spazi espositivi una volta costruiti. Tutto, in ogni caso, resta in standby sino che la giunta non avrà valutato il progetto definitivo del Mac, concluso nei mesi scorsi dallo studio Libeskind. Non è rosea nemmeno la situazione della cosiddetta Grande Brera, progetto che prevede il trasferimento dell'Accademia di Belle Arti nell'ex caserma di via Mascheroni. Secondo Boeri dei fondi previsti per questo progetto non c'e traccia. Insomma, tagli a parte l'unica cosa su cui il neo assessore si sente sicuro di poter investire sono i teatri e le 59 cascine comunali. Sono spazi che già ci sono: si tratta solo di inventare cosa farci dentro. Certo però che per la città dell'Expo 2015, dal punto di vista culturale, rischia di essere un po' pochino.