Palazzo Fava.Il critico ieri all'inaugurazione delle mostre «1000 1000 1000»: «Nell'arte le capitali sono Milano, Napoli, Venezia e Bologna» La star è lui, Vittorio Sgarbi, all'inaugurazione delle mostre 1000 1000 1000 di Palazzo Fava, trasformato in Palazzo delle Esposizioni, in grande smalto con la collezione contemporanea e antica della Fondazione Carisbo e con tre temporanee. Sgarbi è qui perché c'è una sezione del suo Padiglione Italia espanso in tutta la Penisola. Si ferma davanti ad alcune ceramiche. Ed è subito polemica: «La ceramica non la considerava nessuno. Solo grazie a Ontani era stata un po' sdoganata. Ora torna in spolvero, con tutto il suo patrimonio artigianale. E così la grafica e la fotografia». Bologna viene subito tirata in campo, a proposito delle polemiche sulle dichiarazioni dell'assessore Ronchi di destinare piazza Maggiore solo a grandi appuntamenti. «Non ne so molto. Ma è un luogo straordinario. Ci sono Jacopo della Quercia, Nicolò dell'Arca, la facciata non finita di San Petronio, Giambologna. E' difficile valutare chi ci deve stare. Certo deve essere all'altezza. Non bisogna ripetere l'errore dei pisciatoi di Cucinella, che per fortuna Cofferati fece rimuovere, su mia indicazione». A chi gli chiede se non trova Bologna provinciale, la risposta è sferzante: «Tutta l'Italia è provincia. Ma nell'arte, ci sono quattro capitali: Milano, Napoli, Venezia per la Biennale e Bologna. Grazie a Arte Fiera». Silvia Evangelisti, fra il pubblico, sorride. E Sgarbi continua: «Poi c'è Roversi Monaco, che sta cercando, con questo progetto, di trasformarla in capitale sempre, non solo per quattro giorni». Il bersaglio diventano i musei d'arte contemporanea: «L'intervento pubblico deve preservare il passato, restaurare, curarsi dell'arte antica. Perché l'operaio di via Stalingrado deve pagare la merda d'oggi che piace a 4 collezionisti e galleristi? Ci vorrebbe una cordata di privati, che si assumesse gli oneri». Gianfranco Maraniello, il direttore del Mambo, non commenta. Nota solo: «Molte delle cose esposte per il Padiglione Italia bolognese si sono viste a Mambo e a Villa delle Rose». Sgarbi insiste: l'arte agli artisti. dl Padiglione Italia è uno spazio democratico, aperto a chi produce opere e spesso rimane misconosciuto dai curatori. Esponiamo 2000 opere». E poi sbotta: «Tutti, anche Galan, dicono che lo stato spende poco per l'arte, solo lo 0,26. E' una balla. Quello che mettono regioni, comuni, fondazioni, perfino i privati è Stato. Lo Stato è la coscienza del bene per la comunità».
Bologna. Sgarbi: Piazza Maggiore? Non mettetela in mano a chiunque
Vittorio Sgarbi ha inaugurato le mostre 1000 1000 1000 a Palazzo Fava a Bologna. La mostra include una sezione del suo Padiglione Italia espanso in tutta la Penisola. Sgarbi ha espresso le sue opinioni sull'arte contemporanea e sulla spesa pubblica per l'arte. Ha affermato che l'arte è uno spazio democratico aperto a chi produce opere e che lo Stato spende poco per l'arte. Ha anche criticato le dichiarazioni dell'assessore Ronchi di destinare piazza Maggiore solo a grandi appuntamenti. Sgarbi ha anche menzionato la presenza di Jacopo della Quercia, Nicolò dell'Arca e Giambologna a Bologna. La mostra include anche opere di Roversi Monaco e di Ontani.
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