Martina Franca - Villa Garibaldi: secondo l'Ufficio tecnico comunale la struttura non è sottoposta a vincoli di carattere culturale e non servono autorizzazioni ministeriali per attuare gli interventi di recente cantierizzati. La questione, che, alla luce dell'assenza di notizie circa la presenza di un vero e proprio progetto di riqualificazione, continua a rimanere poco chiara, dunque, si arricchisce di altri particolari. "Con precedente nota del soprintendente archeologico Gianmarco Jacobitti (prot. n. 12725 del 9 giugno 2004) per analoghi lavori sullo stesso immobile - si legge in una nota del diramata da Palazzo ducale -, gli uffici avevano già proposto invito a sospendere le attività ai sensi degli art. 21 e 28 del D. Lgvo n. 422004. Il Comune ha puntualmente osservato tale invito a decorrere dal successivo 11 giugno 2004, data di ricezione del provvedimento del sovrintendente. In seguito, gli uffici competenti hanno tenuto a evidenziare che non risulta a questo ente che l'immobile interessato dai lavori sia stato dichiarato "bene culturale" ai sensi dell'art, 10 de! decreto sopra citato. Quindi, il documentato decorso de! tempo ha legittimamente consolidato nel Comune di Martina Franca la convinzione de! non interesse, da parte del Ministero per i Beni Culturali, a dichiarare la Villa Comunale bene culturale. Ne consegue che, ; essendosi verificato quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 28 del D. Lgvo n. 422004 e non essendo iscritto l'immobile nei beni culturali, non può ritenersi applicabile la normativa di cui all'articolo 21 dello stesso decreto che si riferisce ai soli beni culturali, né risulta applicabile l'intera previsione legislativa del decreto per espressa determinazione accertata dai comportamenti tenuti dal Ministero per i Beni Culturali a seguito della nota del 9 giugno scorso. Nessun progetto, quindi, deve essere sottoposto alla preventiva autorizzazione del Ministero competente, trattandosi di opere riferentesi ai beni liberi da ogni vincolo". Il parere dei tecnici comunali è chiaro: villa Garibaldi non è inserita tra i beni culturali, di conseguenza, a loro avviso, come recita il documento "non può ritenersi applicabile la normativa di cui all'articolo 21 dello stesso decreto, né risulta tanto meno applicabile l'intera previsione legislativa, per espressa determinazione accertata dai comportamenti tenuti dal Ministero per i Beni Culturali a seguito della nota del 9 giugno". Nessun progetto, quindi, a parere degli Uffici del Comune, deve essere sottoposto alla preventiva autorizzazione del Ministero competente, "trattandosi di opera libera da ogni vincolo". Tuttavia sorge una domanda: se quanto affermano i tecnici comunali è vero, come mai la Soprintendenza, praticamente alla vigilia del primo intervento (poi mai effettuato), ha richiamato l'Amministrazione comunale, chiedendole di inviare il progetto per il rilascio dell'autorizzazione e perché, in quella circostanza, il Comune ha bloccato tutto? Perché il nuovo progetto (se ne esiste uno) è poco chiaro e non è stato affatto pubblicizzato e perché bisogna eseguire i lavori per 1.500.000 in economia (cioè impiegando gli operai comunali)? Un'interpellanza al sindaco per fare luce sui motivi che gli hanno impedito di sottoporre l'argomento all'attenzione della commissione e del Consiglio comunale è stata presentata da Anania Chiarelli (FI): se ne dovrebbe discutere nella prossima seduta dell'Assise, quella di giovedì.