Gli addetti alla vigilanza sono 1.750 e costano 60 milioni lanno Tra i siti che chiudono nei weekend ci sono lAbatellis e il duomo di Monreale Un esercito di 1.750 custodi tra dipendenti della Regione e della società Beni culturali spa che non basta a tenere aperti il sabato e la domenica pomeriggio siti fiore allocchiello dellofferta culturale dellIsola: come il museo Abatellis di Palermo, il duomo di Monreale, e la gran parte dei parchi e musei della provincia di Catania. Il motivo? Tutti i custodi lavorano la mattina nei normali orari dufficio perché non hanno alcun obbligo di turnazione. E tutti comunque chiedono il pagamento di straordinari per lavorare il sabato e la domenica pomeriggio. Ma la Regione non ha un euro in cassa, visto che per gli stipendi paga già oltre 60 milioni di euro allanno, e quindi non può certo coprire altri straordinari. «Una situazione paradossale alla quale stiamo cercando di mettere rimedio», dice lassessore ai Beni culturali Sebastiano Missineo, che ieri con i sindacati della società esterna, la Beni culturali spa, ha avviato un confronto per aumentare le ore dei contratti ai mille dipendenti obbligandoli però alla turnazione. Per fare questo occorre un altro milione di euro che, si spera, servirà a tenere i siti aperti anche nel fine settimana. «È questa lunica soluzione anche per incrementare gli incassi e investire su musei a volte fatiscenti nonostante la grande pubblicità, basti pensare che il museo del Satiro a Trapani è senza luci perché non ci sono i soldi per cambiare le lampadine», dice Michele DAmico del Cobas-Codir. Di certo cè che negli anni il personale complessivo che custodisce i musei è cresciuto a dismisura ma i siti chiudono per mancanza di addetti. Proprio così. Il paradosso riguarda soprattutto la società Beni culturali spa che prevede per i suoi dipendenti un contratto part time a 24 ore senza nessun obbligo di turnazione. Risultato? Una società esterna che dovrebbe integrarsi con il lavoro svolto dai custodi diretti della Regione, di fatto vi si sovrappone e alle fine alle 13 tutti vanno casa e nel pomeriggio rimangono solo i regionali, che non bastano a coprire tutti i turni per far rimanere aperti i siti. Uno spreco, insomma, nato nel 2004 quando è stata creata la Beni culturali e che adesso è emerso alla luce del sole perché i custodi regionali che andavano in pensione non sono stati sostituiti, visto che cera questo altro esercito di dipendenti della società partecipata. Oggi quindi diversi siti chiudono il sabato e la domenica pomeriggio perché "manca" il personale. Secondo un monitoraggio fatto dai sindacati, i siti che non garantiscono una completa apertura nel fine settimana sono lAbatellis di Palermo, nonostante abbia 36 addetti, il Duomo di Monreale che ha 27 custodi, il parco archeologico di Caltanissetta, il museo di Gela nonostante vi lavorino 33 custodi e quello di Enna nel quale lavorano in 32. E, ancora, chiude tre pomeriggi alla settimana il museo regionale Pepoli a Trapani. «Mentre il parco di Selinunte (ben 77 custodi in servizio, ndr) uno dei più belli dEuropa, chiude la zona dellAntiquarium perché mancano i custodi - dice DAmico - Una situazione incredibile è quella della provincia di Catania dove la domenica chiudono praticamente tutti i siti». Qualche esempio? La Casa museo di Verga è del tutto chiusa la domenica e il lunedì, mentre lanfiteatro romano è aperto nei festivi fino alle 12. La Regione al momento non ha i fondi per pagare lo straordinario ai dipendenti regionali né a quelli della Beni culturali. E tutti continuano a lavorare la mattina senza obbligo di turnazione. Ieri lassessore Missineo ha incontrato i sindacati: «È chiaro che questa situazione va sanata, i dipendenti della Beni culturali spa devono integrarsi come orario ai colleghi regionali e non sovrapporsi - dice - Abbiamo fatto i conti: occorre un milione di euro per garantire laumento del contratto ai dipendenti della società esterna per arrivare a 28 ore settimanali. In questo nuovo contratto occorre prevedere la turnazione. Così finalmente i siti siciliani, specie quelli di maggior prestigio, saranno aperti tutta la settimana come avviene nel resto dItalia e dEuropa». a. fras.
SICILIA - Migliaia di custodi, ma solo al mattino musei costretti allapertura a singhiozzo
La Regione siciliana ha 1.750 addetti alla vigilanza che costano 60 milioni all'anno. Tuttavia, i siti che chiudono nei weekend, come il museo Abatellis di Palermo, il duomo di Monreale e la gran parte dei parchi e musei della provincia di Catania, non hanno abbastanza personale per rimanere aperti il sabato e la domenica pomeriggio. I custodi lavorano solo la mattina e chiedono il pagamento di straordinari per lavorare il sabato e la domenica, ma la Regione non può coprire questi costi. La società Beni culturali spa, che gestisce molti siti, ha un contratto part-time a 24 ore senza obbligo di turnazione, il che sovrappone il lavoro dei custodi regionali.
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