L'assessore Augello: «Dal 1978 in poi questi alloggi sono diventati la discarica della politica romana» Via Frattina, un euro a metro quadro Spunta l'elenco delle case Gepra e vengono a galla anche 829 immobili affittati, molto spesso, a canoni irrisori come quell'appartamento in via Frattina dove si paga in pratica un euro di affitto per ogni metro quadrato. Ieri l'assessore regionale Andrea Augello ha detto la sua parola sulle accuse rivolte alla Regione: «Noi abbiamo rinnovato solo 14 contratti. Gli altri sono in vigore dai tempi in cui le case furono assegnate dal Comune». Anche la Gepra si difende: da quando è subentrata nella gestione del patrimonio delle Asl ha rinegoziato 78 contratti che ora valgono 148mila euro al mese. Gli immobili ereditati dalle Asl dal Pio istituto (ma gestiti dal Comune per vent'anni) presto saranno messe in vendita con sconti dal 30 al 42 per cento. E qui che scatta la polemica su presunti favoritismi per l'assegnazione di case dopo il settembre dello scorso anno quando la Regione stabilì i criteri di vendita delle case attraverso la Bnl e la società Romeo immobiliare. Tutto il patrimonio vale 222 milioni di euro. Queste case sono la discarica della politica romana, dove sono finite tante clientele». Andrea Augello, assessore regionale al bilancio, definisce così le "case d'oro" che stanno infiammando gli animi politici da quando la magistratura ha aperto un'inchiesta su presunte irregolarità nell'affidamento di una quarantina di immobili. «Su questi casi solo 14 contratti sono stati rinnovati da noi - spiega Augello - e i politici che ci abitano non li abbiamo messi noi». Dall'analisi di quei nuovi contratti, solo un paio di appartamenti potrebbero presentare qualche dubbio. Una casa è stata affidata a una giovane coppia (all'apparenza senza padrini politici) che paga 324 euro al mese per un alloggio di 56 metri quadrati. L'altro immobile si trova invece in via Frattina ed era stata la sede di un partito ormai disciolto. Per quella casa di quasi 200 metri quadrati il canone di affitto previsto dal contratto è di 2.780 euro con una stima di spese per la ristrutturazione di circa 180-200mila euro. Nell'elenco degli 829 immobili ereditati dal Comune (50 sono occupati abusivamente) ci sono tanti canoni irrisori da poche centinaia di euro per case di pregio nelle zone più esclusive di Roma. Tra il gennaio e il febbraio del 2002, quando è subentrata la Gepra nella gestione immobiliare, sono stati incassati circa 6 milioni di euro dai canoni e circa 2 milioni dalle morosità pregresse. I 75 contratti rinegoziati dalla Gepra fruttano ora 148mila euro al mese. Nei contratti del passato ci sono invece appartamenti con affaccio su piazza Navona a 206 euro (200 metri quadrati) o 79 euro (63 metri) in via Condotti. La Gepra ha comunque catalogato tutte le case affidando alla società Reag la valutazione immobiliare: 222 milioni di euro in totale. Ma chi abita nelle case delle Asl? Intanto 21 associazioni e sei tra partiti e sindacati, poi professionisti ma anche tanti impiegati e dipendenti ospedalieri. Cercando nell'elenco compaiono anche alcuni esponenti di partito che appartengono alla politica del passato. «E' sempre stata tradizione, anche da parte del Campidoglio, affittare le case a rappresentanti delle forze dell'ordine ma anche a dipendenti comunali e ospedalieri - spiegano alla Gepra -. Spesso le case, e ci riferiamo anche a 20-30 anni fa, venivano messe all'asta tra i dipendenti e chi offriva il canone più alto si aggiudicava l'appartamento. Tra questi casi c'è stato qualche furbo che offrì cifre esagerate per aggiudicarsi la casa per poi richiedere l'applicazione dell'equo canone e ora pagano per alloggi di pregio 110-120 euro al mese. Questi contratti appartengono però al passato. Il nostro compito era quello di mettere a frutto il patrimonio attraverso le vendite e, in attesa di quel momento, di regolarizzare e far guadagnare alla Regione quanto più possibile». Da queste case sono sorte mille polemiche politiche. Una su tutte riguarda un'impiegata della segretaria particolare di Francesco Storace: 44 metri quadrati in una traversa di via del Corso con un canone di 750 euro. «Non sanno su che cosa attaccarmi», ha risposto Storace. Da qui le accuse e le controaccuse. E le parole di Augello che sembrano non risparmiare nessuno: «Con quelle case è stato fatto clientelismo ma non da noi che invece abbiamo applicato contratti di mercato rinnovandone solo 14». «Augello e Storace devono spiegare con quali criteri sono stati scelti gli inquilini delle case Gepra cui viene garantito l'acquisto a prezzo ridotto», attacca Salvatore Bonadonna, capogruppo del Prc. E Michele Meta, capogruppo dei Ds, chiede che la questione delle "case d'oro" venga dibattuta dal consiglio regionale. E infine Luigi Celori, capogruppo di An, chiede spiegazione a Bonadonna su una casa avuta in affitto dall'Inps in passato.
ROMA - VENDITE IMMOBILIARI - Ecco l'elenco delle case d'oro: 829 immobili affittati a canoni irrisori
L'assessore regionale Andrea Augello ha risposto alle accuse rivolte alla Regione per l'affidamento di case alle politiche romane. Augello afferma di aver rinnovato solo 14 contratti e che gli altri sono in vigore dai tempi in cui le case furono assegnate dal Comune. La Gepra si difende affermando di aver rinegoziato 78 contratti che ora valgono 148mila euro al mese. Le case sono state ereditate dalle Asl e presto saranno messe in vendita con sconti dal 30 al 42 per cento. La polemica riguarda presunti favoritismi per l'assegnazione di case dopo il settembre dello scorso anno.
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