Le iniziative di SiciliaAntica per divulgare la pratica dellesoterismo Influssi massonici, allineamenti astrali, esposizioni geografiche, decorazioni dei palazzi nobiliari, alla base di tanti monumenti isolani: dalle cattedrali di Palermo, Monreale e Cefalù alla Cappella Palatina, dalle ville di Bagheria al teatro Massimo Lesoterismo nellarte in Sicilia è un tema che negli ultimi anni ha attirato non solo lattenzione degli studiosi, ma anche di semplici curiosi. Qua e là sparse per lIsola ci sono tracce lasciate da architetti, pittori e scultori, a volte, per noi perfino difficili da decifrare. Per non parlare dei numerosi libri e manoscritti alchemici conservati nelle biblioteche dei palazzi nobiliari o dei monasteri. Sono retaggio di credenze o di saperi antichi? Difficile dirlo. In ogni caso si trattava di elementi simbolici comprensibili solo a pochi iniziati. Largomento è di quelli che suscitano interesse, come dimostra il ciclo di conferenze, attualmente in corso, organizzato dallassociazione SiciliaAntica per analizzare diversi aspetti di un mondo affascinante e misterioso. «Molte opere darte - osserva il drammaturgo Aurelio Pes - fanno riferimento a un mondo esoterico, che è importante capire, anche per chi, come me, non appartiene affatto a quel mondo. Non si può prescindere dal conoscere limportanza della massoneria per la società aristocratica e borghese palermitana del '700 se si vuole capire perché Goethe, massone lui stesso, venne a Palermo o perché il Teatro Massimo è stato edificato là dove si trova, cioè allinizio di quel taglio a croce voluto dagli Spagnoli in fase di riordino urbanistico e dove, precedentemente, sorgeva la Chiesa delle Stimmate. Il chiaro riferimento simbolico sta ad indicare la presunta supremazia della massoneria sul cattolicesimo». Riferimenti esoterici si trovano in molte opere di epoche diverse. Spesso si tratta di realizzazioni sotto gli occhi di tutti, ma non da tutti decifrabili. A volte invece i simboli esoterici sono nascosti in luoghi privati, magari dimenticati nel tempo. Così a Noto i lavori di restauro del settecentesco palazzo Nicolaci hanno fatto riemergere fra gli affreschi del salone da ballo strane immagini nel fregio che fa da raccordo fra le pareti e il soffitto affrescato. «In quella fascia cè dipinto di tutto - osserva Maria Teresa Di Blasi, della soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa - maschere, uccelli, nature morte con fiori e frutta, strumenti musicali, talvolta anche poco comuni come cornamuse o tric e ballac, vasi e altre porcellane, come un servizio di tazzine con la teiera, bottiglie e bicchieri di cristallo, barattoli di conserve e bottiglie di vino, figure mitologiche, ma anche carte francesi, tarocchi e giochi come la tombola, la dama o il backgammon. Ed ancora: un arcolaio, libri, specchi, mazze da cricket, strumenti scientifici, segni zodiacali e simboli alchemici. Probabilmente emblemi di quello che veniva considerato un percorso verso la luce. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che Noto aveva una forte componente massonica». Allo stesso periodo e alla stessa cultura appartengono le ville di Bagheria. «Nel Settecento - dice la studiosa dellarte Rosanna Balistreri - lalchimia era filosofia di vita e gli elementi decorativi non venivano scelti a caso. Anzi, le ville Palagonia, Butera e Valguarnera possono avere ununica chiave di lettura e un unico percorso che va dal caos al raggiungimento della pietra filosofale». Non meno intrigante è la ricerca di elementi simbolici in costruzioni di epoche precedenti. «Il rapporto tra geometria sacra e architettura - afferma larchitetto Giovanna Mirabella - è evidente nelle costruzioni arabo-normanne. Così come nelle cattedrali gotiche ogni elemento ha un significato simbolico, anche in queste, costruite da maestranze arabe, ma anche normanne, vengono trasmessi messaggi attraverso la pietra. Particolarmente simboliche sono San Cataldo e Santa Maria dellAmmiraglio, legate al nome di Maione da Bari che, non dobbiamo dimenticare, era un cavaliere templare». Simbolismi nei volumi e nelle decorazioni, dunque, ma ancor prima nella scelta dellorientamento in stretto rapporto col cosmo. «Il duomo di Monreale, quello di Cefalù e le chiese arabo-normanne di Palermo, compresa la Cappella Palatina - dice larchitetto Alessandro Di Bennardo - hanno un orientamento ben preciso che parte dalle pietre fondamentali della costruzione, collocate secondo i canoni vitruviani. Ledificio veniva messo in relazione al disco solare in modo da creare, nei più importanti giorni di culto, effetti di luce straordinari. La stessa ricerca si trova in diverse costruzioni che insistono sullo stesso parallelo, il 38: da Efeso ad Atene, fino a Cordova». In questottica anche alcuni elementi decorativi assumono nuova luce, come la fontana del chiostro di Monreale, che in realtà è una meridiana. Il rapporto con il sistema solare ha condizionato il modo di costruire per millenni dettando canoni sicuramente legati ad un mondo esoterico che non riusciamo più a decifrare. Un esempio è dato dalle Grotte della Gurfa vicino Alia. «Scavate dalluomo in epoca preistorica in una collina di arenaria - afferma larchitetto Carmelo Montagna - formano un ambiente a tholos, il più grande di tutto il Mediterraneo, superiore perfino a quello ben più famoso di Atreo a Micene. Si tratta di una struttura complessa formata da diverse camere, la principale delle quali è illuminata dallalto da un foro. Particolare suggestivo: potrebbe essere stata la tomba di Minosse. Corrisponde, infatti, alla descrizione che dà di questa Diodoro Siculo».