Ciampino. Nel tempo in cui i responsabili della guida del Paese tagliano spese sociali, ricerca e scuola e cultura, per destinarli a foraggiare una guerra anticostituzionale come quella contro la Libia, ci si può aspettare di tutto nel resto della gestione delle Istituzioni. Meraviglia un po' il fatto che un sindaco uscente (quello di Ciampino, PD) ed uno presunto entrante (sempre di Ciampino, sempre PD) si siano distolti dall'attenzione di una "tragedia" culturale, storica ed archeologica. Costoro, infatti, non si sono avveduti, ovvero, secondo denuncia esplicita del Coordinamento cittadino Mario Maruffi, hanno sottovalutato o si sono disinteressati, dell'allarme lanciato almeno due-tre anni prima sul pericolo di crollo del portale del seicento a Marcandreola. Ora, il Coordinamento Maruffi, con amore e con intelligenza, lancia un grido d'allarme per il restante lascito storico, archeologico e culturale del territorio affinchè non si incorra nello stesso colpevole errore. In più, propone di recuperare tra le macerie, i pezzi, catalogarli, per poi rimettere in piedi il monumento stesso. Marino. Se Atene piange, Sparta non ride. Così, pur non avendo nessun portale "ancora" sbragato in terra, da parte della amministrazione (guidata dalla destra, con sindaco autoricandidatosi) di Marino, si è fatto, se possibile, di più. Infatti, molti sanno che c'è a Marino un tempio del secondo secolo dopo cristo dedicato al dio Mitra. Il "Mitreo", possiamo dire che è l'unico esempio originale autentico esistente. Insomma, stesso valore per proteggere un bene culturale, storico ed archeologico, ma, probabilmente, un po' di più di un portale del seicento. Ebbene, siccome non è crollato per nessun evento climatico ed atmosferico, il Sindaco si è dato da fare per vedere cosa riesce ad escogitare. Così, pensa e ripensa ha trovato. Ha concesso in un'area adiacente la grotta in cui è presente l'affresco del Mitreo, un permesso a costruire: case naturalmente. Che a Marino mancano! Quest'area, però, non è un'area qualsiasi. Questa infatti è a livello superiore (in quota) rispetto alla grotta. Cioè sta qualche metro più in alto. Questo vuol dire, concretamente, che quando si inizieranno scavi per fondamenta o pali, etc, le vibrazioni dei macchinari non si propagheranno in orizzontale, ma dall'alto verso la quota della volta del Mitreo. Che accadrà alla struttura? Come ne risentirà l'intonaco, o comunque la superficie dipinta? Domande che neppure si dovrebbero porre se quel permesso non fosse stato concesso. Tra l'altro, in quell'area di vicolo del Montano ci sono resti delle antiche mura medievali di Marino. Ebbene, a quanto pare, già una macchina da cantiere ha provveduto a livellare il terreno "grattando" le stesse mura per pareggiare l'area. Dovremo aspettarci ora qualche fasulla rassicurazione dall'amministrazione? Dovremo prevedere visto il periodo elettorale qualche impegno a non più andare avanti? Dovremo ascoltare magniloquenti illustrazioni scientifiche che ci tranquillizzino su nuove tecniche e tecnologie che salveranno capra e cavoli? Il fabbricato e il Mitreo? Più semplicemente, noi vorremmo che si applicasse il principio di cautela. Qui come in altre mille cose. Specie se si parla di bene pubblico e di fruizione di oggi e a venire nei secoli. E questo principio, forse si applica meglio se chi ha sbagliato fino ad ora, viene un po' messo da parte (considerato che non c'è il pudore a farlo da soli). Perciò, per quanto riguarda Marino, il Mitreo, fidando in una attenzione extra-elettorale da parte della stampa, si potrà salvaguardare mandando a casa chi privilegia case a cultura e storia.