Le associazioni di volontariato chiamano in causa Comune e Sovrintendenza sulla conservazione dei reperti rinvenuti nei pressi della villa Ambiente Pressing sul sindaco Marini: «Non disperdiamo le ricchezze storiche» Le associazioni di volontariato del capoluogo attendono ancora risposte precise da parte dell'Amministrazione comunale e di altri enti (a cominciare dalla Sovrintendenza ai beni archeologici) in merito alla conservazione dei reperti archeologici trovati nell'area vicina alla Villa comunale. Risposte ad impegni assunti da alcuni, come il sindaco Michele Marini, che ieri mattina in una conferenza-stampa nella sala consiliare hanno ribadito il coordinatore, Francesco Notarcola, lo storico dell'archeologia Francesco Antonucci, l'architetto Luca Oropallo, Luciano Bragaglia, i quali hanno manifestato tutta la loro sfiducia verso una questione che implica una volontà precisa di non disperdere il patrimonio culturale del capoluogo. Innanzitutto, Notarcola ha posto una domanda al sindaco: quando verrà discusso il documento che ha ottenuto le firme di ben 916 frusinati, «un fatto senza precedenti», ha chiosato il coordinatore delle associazioni. «Aveva promesso che il Consiglio si sarebbe riunito subito». Ha lamentato anche che in città c'è poca sensibilità culturale, sia tra i cittadini che tra gli amministratori (confermata da tante vicende: come il famigerato seppellimento dell'anfiteatro romano in Via Roma), sottovalutandosi il fatto che la cultura può rappresentare un fattore trainante per il rilancio dello sviluppo economico. Strali polemici sono stati rivolti anche verso la Sovrintendenza che sembrerebbe tergiversare nell'emettere il vincolo (anche indiretto) sia archeologico che paesaggistico su tutta la zona dove si sta realizzando un complesso commerciale e residenziale. Notarcola, Antonucci, Oropallo e Bragaglia hanno respinto le affermazioni di quanti sostengono che nella zona i ritrovamenti archeologici siano di scarsissimo valore storico. «Non è vero affatto - hanno protestato in coro - tutta l'area è invece di grande interesse perché si tratta di stratificazioni di epoca preistorica, volsca e della Repubblica romana, come le Terme. Il fatto è che è stata asportata terra per un metro e mezzo per cui hanno portato via quasi tutto». Notarcola non ha, infine, escluso azioni giudiziarie per il danno arrecato al Comune, anche per il mancato ampliamento del museo.
FROSINONE È guerra sui tesori archeologici
Le associazioni di volontariato del capoluogo hanno chiamato in causa il Comune e la Sovrintendenza sulla conservazione dei reperti archeologici trovati vicino alla Villa Ambiente Pressing. Il sindaco Michele Marini ha ribadito il coordinatore Francesco Notarcola che i reperti archeologici trovati nell'area vicina alla villa comunale non devono essere disperse. Notarcola ha chiesto di sapere quando verrà discusso il documento che ha ottenuto le firme di 916 frusinati e ha lamentato la mancanza di sensibilità culturale in città. La Sovrintendenza è stata criticata per tergiversare nell'emettere il vincolo archeologico e paesaggistico sulla zona dove si sta realizzando un complesso commerciale e residenziale.
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