Nuovo progetto che comprende palazzo Valentini e l'ex Banco dei Pegni PRATO. Palazzo Pretorio, più Palazzo Valentini, più l'ex Monte dei Pegni e le ex Carceri, uguale: polo museale di Prato. E' il progetto dell'amministrazione comunale per il nuovo museo civico (che probabilmente riaprirà i battenti nel 2012 dopo quattordici anni di chiusura per restauro), ampliato e reso più moderno dal punto di vista della fruizione e delle tecnologie. Il punto di partenza - tracciato dal sindaco Roberto Cenni e dall'assessore alla Cultura Anna Beltrame - sta in una delibera della scorsa primavera: il ruolo del museo civico all'interno del sistema cultura cittadino. Che dovrà essere di preminenza ma seguendo l'«evoluzione che ha avuto in questi anni l'idea di museo». Quindi "museo della città" dove si conserva e si comunica l'identità culturale, "museo motore" della vita culturale e "museo centro" della promozione turistica cittadina. Ovvero più grande per ospitare i "tesori" di Prato secondo una logica cronologica ma anche composito nelle dislocazioni, con spazi dedicati alle mostre temporanee, sale per laboratori e per eventi, uno spazio per l'accoglienza dei visitatori altamente tecnologico attraverso il quale ripercorrere - su video touchscreen - la storia di Prato, del museo e della collezione permamente. Palazzo Pretorio non sarebbe risultato sufficiente. Resterà il "cuore" dell'arte di Prato, con al primo piano le eccellenze: le tele del Rinascimento pratese - in particolare Filippo e Filippino Lippi, Bernardo Daddi e Giovanni Da Milano - con al secondo le opere del '500, '600,'700 e al terzo i gessi di Lorenzo Bartolini, l'Ottocento e il Novecento e altre opere di arte contemporanea. Al piano terra la zona accoglienza e due grandi sale per mostre temporanee. Non solo: è prevista la copertura della corte con, posta all'interno, la Fontana del Bacchino che ora si trova all'ingresso del Palazzo Comunale. Altri spazi verranno ricavati nell'ex Banco dei Pegni (su via del Porcellatico) e le funzioni di supporto: laboratori per la didattica e uffici amministrativi verranno spostati in Palazzo Valentini (sopra il Caffé della Logge). Le linee d'intervento sono state studiate e messe "nero su bianco" da una commissione appositamente nominata e composta da Rosanna Tocco, dirigente dei Servizi al cittadino, da Paolo Bartalini, dirigente del Lavori pubblici, dalla funzionaria della Soprintendenza Cristina Gnoni, dalla conservatrice del Museo Civico Maria Pia Mannini, dall'esperto Fabrizio Moretti e dal direttore del Museo del tessuto Filippo Guarini. Al quale è stata affidata anche la progettazione, dal punto di vista giuridico, del futuro museo, ovvero la stesura dello statuto e del regolamento. Ovvio che un polo museale così concepito costi tanto e debba essere realizzato per fasi successive e in tempi medio lunghi come prevede la delibera (la seconda del 21 giugno scorso) affidando la progettazione museale vera e propria a un bando di gara che deve ancora essere redatto. Per il momento - sul fronte dei finanziamenti - ci si ferma a 66mila euro: 6 mila andranno alla Fondazione Museo del Tessuto per la stesura, appunto, di statuto e regolamento, gli altri 60mila - una prima tranche - andranno ad un gruppo di esperti che avrà il compito di redarre i testi del catalogo delle opere - specialistici - e testi più divulgativi. C.O.