Bilancio dellattività del governo. Al traguardo solo nuova legge elettorale, appalti e riordino della burocrazia Acqua pubblica zone franche urbane e Ato Rifiuti restano un miraggio lA madre di tutte le riforme, quella della formazione professionale, è stata rinviata allanno prossimo. La legge sul credito dimposta, tra le più care al Pd, a un anno dal suo varo ancora zoppica. E altre norme ad alto impatto riformista, da quella sui beni culturali a quella delle società partecipate, sono state eliminate dallultima finanziaria. Lultima riforma varata è invece quella degli appalti, che rivoluziona il metodo di aggiudicazione delle gare. Ma quante riforme sono state avviate dalla giunta Lombardo e quante sono rimaste al palo, annunciate e poi rinviate? Passiamole in rassegna. Semplificazione burocratica - È una delle tre riforme varate nel 2011: di fatto ha recepito la legge Brunetta. Dal testo è scomparso il taglio dello stipendio di presidente e assessori. Lassessore Armao vuole ora varare la riduzione del 10 per cento degli stipendi con una delibera di giunta. Legge elettorale - Approvata il 24 marzo 2011, prevede la doppia preferenza. Il Pd voleva utilizzarla per le amministrative ma entrerà in vigore il prossimo anno. Formazione professionale - La riforma mancata per eccellenza era per Lombardo una priorità assoluta. Il dietrofront è arrivato il 9 giugno con la decisione di ripristinare il fondo di 250 milioni previsto nel bilancio della Regione (con 60 milioni da reperire). Rinviato allanno prossimo il dirottamento di parte dei corsi sul Fondo sociale europeo e il taglio del personale. Ripubblicizzazione dellacqua - È rimasta lettera morta: nessuna società privata di gestione ha rescisso i contratti con gli Ato idrici, in attesa di accorpamento in un unico ambito. Scuola a tempo pieno - Stanziati un anno fa 40 milioni, ma non un euro è stato speso. Il tempo pieno parte il prossimo anno. Zone franche urbane - La riforma a cui teneva il Pd è ancora un miraggio: per le imprese che decidono di trasferire la sede legale nellIsola, previsto un taglio del 50 per cento delle imposte. Ato rifiuti - In alto mare leliminazione degli Ato rifiuti, che da 27 dovevano passare a 9. Mancano i soldi per garantire il servizio e coprire i buchi di bilancio dei comuni Riordino società partecipate - In commissione bilancio è stata approvata la riduzione a 14. Si attende la delibera di giunta. Credito dimposta - Varata un anno fa, si aspettavano 150 milioni di euro di fondi Fas ai quale ambivano 3 mila aziende. Nei giorni scorsi lo stop. «Il differimento dellutilizzo del credito dimposta è un segnale molto negativo dato alle imprese», ha attaccato Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria. Iacp - La soppressione degli istituti case popolari e la costituzione di ununica agenzia, Ares, era in finanziaria ma è saltata. Il presidente Cascio ha salvato solo la vendita dei beni immobili dai quali la Regione conta di incassare 200 milioni. Riordino enti agricoli - Bloccata anche la liquidazione di Eas, Espi ed ente minerario. Saltata anche la cancellazione di Esa, consorzi di ricerca, istituto incremento ippico e quello zootecnico. Riforma sanità - Il ticket sanitario per la spesa farmaceutica è stato tagliato per le fasce deboli. Ma sulla riforma approvata nel marzo del 2009, uno dei cavalli di battaglia della giunta Lombardo, che ha ridotto le aziende da 29 a 17 e ha creato i nuovi distretti sanitari, la bufera di critiche non scema. «Ha deluso tutte le aspettative - tuona Renato Costa, segretario Cgil medici Sicilia - E la montagna che ha partorito il topolino. Ha fallito nei suoi elementi essenziali come la territorialità della medicina e la moralizzazione e favorisce i privati». Riforma turismo e beni culturali - Erano nel maxi emendamento alla finanziaria rimasto nel cassetto.