Pompei. Castel dell'Ovo testimonial dello storico accordo tra il Governo e il sindaco di Pompei, D'Alessio: da oggi la città nuova sarà presente in tutti i tavoli di concertazione in cui si discuterà del futuro degli Scavi archeologici. Il sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali Riccardo Villari, ieri mattina, ha incontrato il primo cittadino pompeiano presso la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, a Castel dell'Ovo, per ufficializzare il coinvolgimento dell'amministrazione comunale in quelle che saranno le iniziative legate al «Piano salva Scavi», e in particolar modo a quelle legate agli imprenditori. Per il rilancio, la tutela e la valorizzazione dell'area archeologica - ha fatto presente il senatore Villari - è necessario che ai tavoli istituzionali sieda anche il primo cittadino di Pompei». Già nei prossimi giorni il sindaco Claudio D'Alessio sarà impegnato in tal senso con la sua partecipazione al summit dell'unione degli industriali napoletani, che si svolgerà a Napoli questa settimana, per delineare in primis strategie comuni di rilancio dell'antica città romana e per accogliere la risposta dei francesi in merito al modello Epad da importare in Italia e applicare al Piano Pompei. Grande è la soddisfazione mostrata dal sindaco D'Alessio, il quale ha ringraziato il sottosegretario Villari e segnalato a quest'ultimo che «mai prima d'ora c'era stato un politico che avesse sentito la necessità e avuto la sensibilità di coinvolgere l'amministrazione locale in quelle che sono le decisioni legate alle sorti dell'area archeologica di Pompei. Finalmente - ha continuato D'Alessio - è stato attribuito alla città nuova un ruolo fondamentale nello scacchiere istituzionale e decisionale legato a quelle che sono le priorità per il rilancio, la valorizzazione e la tutela del sito archeologico più conosciuto al mondo». Il sindaco ha tenuto a precisare che, nonostante la città nuova sia stata sempre esclusa da tutto ciò che riguardava la città antica, l'amministrazione si è sempre impegnata, lavorando dietro i riflettori, affinché gli scavi archeologici occupassero un ruolo di primo piano tra le priorità di rilancio di Pompei. All'indomani del crollo della scuola dei gladiatori, Claudio D'Alessio, aveva offerto alla soprintendenza l'esperienza e la professionalità dei tecnici e degli operai del comune mariano.