Scoperto uno sbancamento a Palazzo Canale, residenza di caccia di Ferdinando IV Le accuse. Quattro denunciati per violazioni delle leggi urbanistiche e di tutela ambientale Scattano i sigilli dei carabinieri sullo scavo di 50 metri quadri in un'area esterna dell'edificio CAPRI. Abusi edilizi a Palazzo Canale, una grande costruzione che è stata abitata da Ferdinando IV di Borbone, che vi soggiornava quando si recava sull'isola perla caccia. I carabinieri ieri mattina hanno sequestrato uno sbancamento abusivo per circa cinquanta metri quadrati, in un'area esterna allo storico edificio dove erano in corso nell'area cantinata lavori autorizzati con una Dia (dichiarazione di inizio attività) per circa un migliaio di metri quadrati che dovevano servire al completamento della ristrutturazione del palazzo iniziata oltre un decennio fa. I lavori di scavo, secondo le indagini dei militari, coordinati dal comandante della stazione di Capri, Michele Sansonne, erano totalmente privi di concessione edilizia. Al termine dell'operazione i carabinieri hanno denunciato all'autorità giudiziaria quattro persone che si erano rese colpevoli dei reati di violazione alle leggi urbanistiche di tutela ambientale in un immobile vincolato dalla legge 1089, che vincola gli immobili di particolare interesse storico, culturale ed ambientale. Tra le quattro persone denunciate dai militari, il progettista, il direttore dei lavori e il proprietario dell'impresa, la quarta invece è l'amministratore della società immobiliare Lo Palazzo, proprietaria dell'immobile. Il caso è destinato a fare scalpore, anche perché Palazzo Canale è stato sempre al centro dell'interesse della collettività isolana, che guardava al recupero della struttura come a un'occasione per realizzare un centro di cultura. Il palazzo che trae le sue origini dal XIV Secolo, nel '600 divenne di proprietà dell'arcivescovo di Capri, Michele Gallo Vandeneyde, che alla sua morte lo lasciò alle monache teresiane del Convento del San Salvatore. Poi fu la volta di un Baronetto inglese, Sir Nathaniel Thorold, che dopo averlo acquistato lo lasciò in eredità alla sua amata compagna, Anna La Noce Canale. Da qui il nome di Palazzo Canale, per gli isolani semplicemente «Lo Palazzo». Ed in quel palazzo che poi venne arredato lussuosamente visse a lungo la famiglia Canale, dopo un attento restyling di mastro Marziale Desiderio, che fu anche il capomastro che costruì la cattedrale di Santo Stefano a Capri. Il massimo dello splendore però, ««Lo Palazzo» lo ha avuto con la frequentazione di Ferdinando IV, che lo scelse come sua residenza sull'isola e lo utilizzava per lunghe permanenze nel periodo di caccia. E recente la scoperta, da parte di una studiosa degli archivi Borbonici, la professoressa Nadia Verdile, che ha riportato alla luce la corrispondenza da Capri di Re Ferdinando IV con la regina Maria Carolina. Ventisette lettere inedite rinvenute presso l'Archivio di Stato di Napoli. In quelle pagine, il sovrano descriveva minuziosamente gli ambienti che lo ospitavano e anche le atmosfere della Capri di quel tempo. Palazzo Canale è poi ritratto in una tela di Philip Hackert che può essere ammirata nella Reggia di Caserta.