Dal soffitto dello scalone grande, nel castello di Miramare, sono caduti a suo tempo intonaci. Ai piani alti c'erano state perdite dal tetto, che adesso è tuttora in via di restauro. I fondi della manutenzione che lo Stato ogni anno spedisce, stavolta, per le ben note vicende di crisi in cassa, sono stati addirittura dimezzati. Dei 600 mila euro incassati alla biglietteria di Miramare ne arrivano dunque 225 mila per i lavori interni, e saranno utilizzati per queste sanatorie. A un capitolo successivo (forse alla prossima distribuzione dei fondi dal Lotto, se verrà presentato in tempo il progetto?) viene demandata la ristrutturazione delle quattro casette esistenti nel parco, dove effettivamente vivono, pagando debito canone, tre custodi. Intanto con i 760 mila euro radunati da avanzi precedenti ciascuno già può vedere che cosa è stato fatto, poiché la via pedonale di accesso che passa davanti alle Scuderie è stata riasfaltata, e nel contempo sono state contenute le radici degli alberi che negli anni avevano completamente scardinato il tracciato. Sono anche terminati i lavori ai «bagni storici» del castello, lungo il muro rotondo del porticciolo, rimasti chiudi per decenni. In programma c'è anche la posa di una ampia pensilina proprio sopra l'ingresso delle Scuderie. Intanto il centesimo di tassa sulla benzina istituito per incrementare i fondi ai teatri lirici e al patrimonio culturale ha già fruttato una considerevole somma. Il ministero dei Beni culturali l'ha girata alle Soprintendenze regionali. Si tratta di 57 milioni abbondanti di euro. Ma all'intero Friuli Venezia Giulia non ne arriva nemmeno uno.