Sede per l'arte contemporanea, ma la soluzione non è condivisa Il progetto Bari arte contemporanea avviato dal Comune prevede il coinvolgimento dei privati per gestione e recupero del teatro Il Teatro Margherita (valore 16,23 milioni di euro) è entrato a far parte del patrimonio del Comune di Bari. Un regalo dello Stato frutto dell'abrogazione della norma del federalismo fiscale che impediva il trasferimento a titolo gratuito dei beni demaniali tra amministrazioni comunali e Agenzia del Demanio. Sembra già scritto il destino del teatro stile liberty situato all'intesezione tra lungomare e corso V. Emanuele: dovrebbe essere la sede del futuro museo dell'arte contemporanea, anche se devono essere risolti i contrasti con la Regione, non del tutto favorevole a sposare e finanziare tale soluzione. Il progetto avviato dal Comune prevede la nascita di una fondazione - la Bac (Bari arte contemporanea) - tra il Comune e la Onlus napoletana Morra Greco per la gestione del Margherita. L'accordo è stato siglato nei mesi scorsi dal sindaco Michele Emiliano, dopo che l'Agenzia del Demanio aveva concesso in uso il teatro all'amministrazione per i prossimi due anni, a condizione di impegnarsi a completarne la ristrutturazione. Il progetto mira quindi a trasformare il teatro in contenitore per l'arte contemporanea, da luogo di spettacolo a casa delle arti, anche grazie alla possibilità di coinvolgere altri soggetti pubblici e privati. In base all'accordo, la «Morra Greco» ci mette il know how e il nucleo iniziale della collezione, oltre ad uno studio di fattibilità per il restauro del teatro del noto architetto David Chipperfield. L'amministrazione, invece, metterà le risorse per la progettazione del restauro e per la manutenzione. Per completare la ristrutturazione del Margherita un project financing ideato dal ministero dei Beni culturali ipotizzava una spesa di 23 milioni, mentre il progetto di Chipperfield la contiene notevolmente. Soldi che il Comune intende reperire candidandosi al Poin (programma interregionale) per la cultura, che mette in palio risorse destinate ad aumentare l'attrattività culturale dei territori. Gli assessori regionali Silvia Godelli (Attività culturali) e Angela Barbanente (Beni culturali) hanno fatto sapere al sindaco che «nella procedura seguita ci sono criticità al momento non sormontabili»: dalla scelta di un partner privato all'affidamento di progettazioni a trattativa diretta e privata, senza passare attraverso una gara pubblica (condizione indispensabile per accedere ai finanziamenti europei). Si resta quindi in mezzo al guado, in attesa di ulteriori evoluzioni. Per il momento resta la soddisfazione di aver incamerato lo storico teatro senza aver sborsato un euro. Nella scorsa primavera il primo cittadino aveva avviato con il Demanio una trattativa finalizzata ad una permuta: la proprietà del Margherita in cambio della cittadella della cultura (ospita nell'ex macello assieme all'Archivio di Stato) ed eventualmente anche dell'ex Centrale del latte di viale Orazio Fiacco. Poi però si è preferito adottare una soluzione differente, lasciando in sospeso lo scambio. Che non è stato necessario.
Bari. Un museo al Margherita ma la Regione è contraria
Il Comune di Bari ha acquisito il Teatro Margherita, un edificio storico di valore 16,23 milioni di euro, grazie all'abrogazione di una norma che impediva il trasferimento a titolo gratuito dei beni demaniali tra amministrazioni comunali e Agenzia del Demanio. Il teatro sarà la sede del futuro museo dell'arte contemporanea, grazie a un progetto avviato dal Comune con la Morra Greco per la gestione del Margherita. Il progetto prevede la nascita di una fondazione, la Bac, per la gestione del teatro e la ristrutturazione del suo interno. Il Comune intende reperire i fondi per il restauro attraverso il programma interregionale Poin per la cultura.
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