Le due città conservano importanti tracce e reperti alto medievali E' stato un errore dimenticare le capitali del regno PAVIA Chissà cosa avrebbe scritto Alessandro Manzoni nella sua Adelchi sapendo che un giorno l'Unesco avrebbe protetto come "bene mondiale" il monastero di San Salvatore a Brescia, dove la dolce e fragile Ermengarda cadde in un delirio che la portò alla morte. Lei, figlia di Desiderio (re dei Longobardi), si rifugiò a Brescia dalla sorella Ansberga (Anselperga) mentre Carlo Magno conquistava Verona mettendo fine al regno di Desiderio. E oggi dalle «fredde pietre» di quel convento i Longobardi troveranno nuova vita. Ma, se a Monte Sant'Angelo, in Puglia, i frati del santuario di San Michele hanno suonato a festa le campane per il riconoscimento ottenuto a Parigi e a Spoleto il festival dei due mondi è diventato una celebrazione della basilica longobarda, in Lombardia c'è già qualcuno che storce il naso. Il motivo? L'esclusione dai siti Unesco di Pavia (capitale del regno dai tempi di Alboino) e Monza (dove è custodita la corona ferrea). Certo, la notizia della clamorosa bocciatura era stata ufficializzata da tempo, ma vedere Brescia e Varese appropriarsi dello scettro longobardo non è piaciuto. Già tre anni fa, nel gennaio 2008 dopo la visita dell'architetto Guido Manuel, referente Unesco per il ministero dei beni culturali, nella capitale di Alboino si era respirata aria grama. Le tre cripte longobarde, Santa Maria alle Cacce, Sant'Eusebio e San Giovanni Domnarum, erano state escluse dalla lista. H giudizio fu inappellabile: «La città ha una forte memoria storica, ma poche testimonianze monumentali della dominazione longobarda dal 568 al 774». Così oggi sulle rive del Ticino si mastica amaro. Ne sa qualcosa il vicesindaco, Gian Marco Centinaio: «Senza dubbio la cattiva presentazione dei nostri siti ha inciso sul giudizio finale. Ora non ci resta che collaborare con Brescia per le iniziative culturali che saranno sviluppate sulla scia di questo riconoscimento dell'Unesco». Piuttosto che niente, meglio piuttosto. Non va troppo per il sottile neppure il sindaco di Monza, Marco Mariani. «Non voglio passare per il leghista rozzo e ottuso sottolinea ma penso che l'Unesco abbia proprio sbagliato. Basta farsi un giro nel museo del Duomo per capire quale è la vera capitale longobarda. La corona ferrea l'abbiamo noi, mica Brescia. Certo, rimarremo a disposizione per eventuali collaborazioni. Ma questa esclusione fa male...». Intanto a Pavia si pensa già a un'alternativa il turismo religioso. Continua Centinaio: «La via Francigena, quella di San Martino in Tours e anche la presenza della tomba di Sant'Agostino in San Pietro in Ciel d'Oro sono tre progetti che potranno far crescere il turismo religioso». Guardano oltre i bresciani, che a Pavia e Monza hanno già teso la mano. «Chiederemo la collaborazione per eventi futuri dice Andrea Arcai, assessore alla cultura -. Il riconoscimento Unesco sarà un volano per mille iniziative». E a chi rivendica la paternità del successo finale, risponde il sindaco Adriano Paroli (deputato del pdl): «E' un risultato che viene da lontano. Si pensi che già nel 1975, il sindaco Cesare Trebeschi parlava di questa possibilità. E' vero, fu l'amministrazione di Paolo Corsini (centrosinistra, ndr) ad avanzare la candidatura. Nel 2009 però l'esito "non fu favorevole". L'Unesco chiese un surplus di documentazione e per Brescia l'ampliamento del sito, con l'inclusione delle tracce romane (Capitolium e Teatro)». Adesso l'obiettivo dichiarato è arrivare al 2015, l'anno dell'Expò, facendo rivivere gli antichi fasti longobardi.
I Longobardi dell'Unesco. Pavia e Monza si arrabbiano
Le città di Pavia, Monza e Brescia hanno ricevuto il riconoscimento Unesco come "bene mondiale" per i loro siti alto medievali. Tuttavia, Pavia e Monza hanno espresso delusione per l'esclusione della capitale del regno longobardo, Pavia, e della basilica longobarda di Monza. Il sindaco di Pavia, Adriano Paroli, afferma che il riconoscimento è un risultato che viene da lontano e che l'amministrazione di Paolo Corsini aveva già avanzato la candidatura nel 2009. La città di Brescia ha ricevuto il riconoscimento per i suoi siti alto medievali, ma non per la capitale del regno longobardo.
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