Due nuove scoperte a Foresta-Macchia di Rose e S.Sosti Un mondo tutto da scoprire: il territorio dell'Alta Valle dell'Esaro. Lo confermano due straordinari ritrovamenti: uno in località Foresta-Macchia di Rose, nel comune di Mottafollone; l'altro, in pieno centro storico a San Sosti. Nel primo caso si tratta di un grande insediamento di età romana del II-I sec. a.C. già noto per il rinvenimento di alcune monete, avvenuto oltre trent'anni fa. Il merito della scoperta è di un ragazzo del luogo, Dino Brindisi, particolarmente attento alla tutela del patrimonio archeologico dei nostri luoghi. Il secondo caso, è particolarmente interessante perché si tratta di una vera e propria scoperta archeologica nel centro storico della cittadina albanese. Durante i lavori di restauro al piano terra di un'abitazione di via Cavour, il proprietario ha notato che sotto il massetto in cemento venivano alla luce numerosi frammenti di ceramica acroma e dipinta. Consultati degli Uno dei reperti venuti alla luce a San Sosti esperti in materia, è immediatamente seguita la segnalazione alla Soprintendenza Archeologica della Calabria secondo quanto prescrive il Codice dei Beni Culturali. Il frammento più antico, sempre secondo gli esperti, risale all'età greca arcaica, VI sec. a.C. Tra i materiali recuperati, si segnalano diversi pezzi di ceramica e frammenti di tegole di età romana. Particolarmente presente è la ceramica medievale e rinascimentale. L'importanza del rinvenimento è data dalla vicinanza al noto scavo della Chiesa del Carmine del 2004 diretto dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, in collaborazione con l'Università della Calabria, nel corso del quale sono stati scoperti i resti di un santuarietto greco di età arcaica.