La città ducale, leader della rete "Italia Langobardorum", è unicum di storia, arte e cultura Il valore della candidatura I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774) sta nell'essenza seriale del sito e, pure, nel carattere potenzialmente in divenire dello stesso: se già abbraccia l'intera Penisola - dalla Langobardia Maior, ovvero dal Nord, alla Minor, nel Sud del Paese , in un futuro non lontano la rete potrebbe infatti estendersi anche oltre confine, dando vita a un circuito storico-culturale transnazionale. Si tratta, non per niente, del progetto più articolato mai sottoposto al vaglio del Comitato mondiale dell'Unesco: per dargli forma ci sono voluti circa nove anni, nel corso dei quali l'ipotesi operativa ha subito vari rimaneggiamenti. E la versione definitiva rappresenta appunto, per complessità, un unicum: capofila della cordata è Cividale, capitale del primo ducato longobardo in Italia e custode di quel Tempietto straordinario compendio artistico che ha funto da volano per il tentativo di accesso alla World Heritage List. La città ducale vanta, però, anche il Museo Cristiano e del Tesoro del Duomo (dove si conservano ulteriori testimonianze eccellenti, a partire dall'altare di Ratchis) e le vestigia del palazzo patriarcale, semi-nascosto tesoro dell'edificio che accoglie il Museo Archeologico Nazionale. Ma, si diceva, di una rete si tratta: alle perle cividalesi si affiancano così lo splendido complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia e l'area archeologica del tempio capitolino, a Brescia, il castrum e la chiesa di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio (Varese), il tempietto di Campello sul Clitunno (Perugia), la basilica di San Salvatore, a Spoleto, la chiesa di Santa Sofia con il chiostro e il museo del Sannioa Benevento e, infine, il santuario micaelico di Monte Sant'Angelo (Foggia). Beni, tutti questi, che risultano accumunati da caratteristiche di unicità e che rappresentano nel loro insieme una summa dell'espressività longobarda (finora non rappresentata, in alcun modo, nell'elenco dei siti protetti dall' Unesco). E di tale grande circuito Cividale è, dunque, leader. ruolo più che legittimo, dal momento che l'antica Forum Iulii fu terra d'origine (nel 569) e poi fulcro del potere dei Longobardi in Italia. Il monumento che meglio di ogni altro per strutturazione e stato di conservazione offre una sintesi della cultura di questo popolo germanico è il Tempietto, capolavoro che a elementi decorativi peculiari accosta influssi classici: è il gioiello dell'ormai ex monastero di Santa Maria in Valle, che proprio in funzione del piano di candidatura è oggetto, da alcuni anni, di un massiccio processo di restauro e ridesti-nazione d'uso. Un patrimonio, insomma, che non sfigurerà certo accanto ai più blasonati siti Unesco.