FIRENZE. Nessun pregiudizio a una maggiore apertura ai privati nella gestione dei beni culturali. La premessa è di Leonardo Domenici, presidente dell'Anci e sindaco di Firenze. Gli imprenditori ne prendono atto, ma, per bocca di Cesare Annibaldi, presidente della Commissione impresa e cultura di Confindustria, chiedono le condizioni adatte per poter intervenire. Scenario del dibattito è stata la prima giornata dei lavori su "Le città della cultura", incontro promosso da Federculture, Anci, Upi, Legautonomie, Uncem e Conferenza dei presidente delle Regioni e delle Province autonome (si veda «II Sole-24 Ore» del 24 febbraio). È la prima volta che gli assessori al turismo e alla cultura degli enti locali si riuniscono (i lavori si chiuderanno sabato) per discutere di una piattaforma comune di lavoro che riguarda le forme di gestione del tempo libero Un "mercato" che, nonostante la crisi internazionale, ha retto. Come ha sottolineato il presidente di Federculture, Maurizio Barracco, il turismo culturale rappresenta il 23 dell'industria turistica nazionale e continuerà a fare da volano. «Le proiezioni ufficiali ha affermato Barracco indicano che nei prossimi dieci anni il turismo sarà il primo settore economico del mondo» Le città italiane, ricche di monumenti e paesaggi spesso sconosciuti, hanno davanti una grande sfida. Tutto sta a saperla affrontare. «Non riuscire a sfruttare il proprio patrimonio ha commentato Stefano Stefani, sottosegretario al ministero delle Attività produttive sarebbe come per un'azienda non riuscire a capitalizzare i brevetti». Lo scenario ha inevitabilmente richiamato i nuovi ruoli attribuiti a Comuni e Regioni dalla riforma del Titolo V della Costituzione anche in materia di cultura. «Un pasticcio legislativo come pochi, di difficile se non impossibile applicazione», l'ha definita Nicola Bono, sottosegretario al ministero dei Beni culturali. Pronta la risposta di Domenici «L'attuale sistema federale presenta aspetti poco chiari, ma ha anche alcuni meriti. Mettervi mano senza prendere atto di questo rischia di causare un cortocircuito istituzionale». In questo quadro il connubio tra pubblico e privato, che nella gestione del patrimonio culturale degli enti locali si sta timidamente realizzando, diventa complicato «Creiamo le condizioni per incentivarlo ha affermato Annibaldi Gli imprenditori sono interessati, possono intervenite con finanziamenti, ma possono anche scegliere la via della gestione del bene Queste opportunità devono, però, essere rese concrete».
Città d'arte a caccia di mercato- Annibaldi: creare le condizioni per l'apertura ai privati
La città di Firenze ha ospitato la prima giornata dei lavori su "Le città della cultura", un incontro promosso da Federculture, Anci, Upi, Legautonomie, Uncem e Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome. Il dibattito si è concentrato sulla gestione dei beni culturali e sulla possibilità di aprire la gestione ai privati. Il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, ha sottolineato che non c'è pregiudizio a una maggiore apertura, ma gli imprenditori hanno chiesto condizioni adatte per intervenire. Il presidente di Confindustria, Cesare Annibaldi, ha affermato che gli imprenditori sono interessati, ma devono essere create opportunità concrete per intervenire.
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