L'ok da Parigi: la rete delle città longobarde entra nel World Heritage. Il sindaco Balloch: «Un successo straordinario» Cividale ha vinto la sua battaglia, regalando al nostro Paese il quarantacinquesimo ingresso (record mondiale) nella World Heritage List e facendo salire a quota due accanto ad Aquileia i siti tutelati in Friuli Venezia Giulia. La rete I Longobardi in Italia: i luoghi del potere è patrimonio dell'umanità: la proclamazione è avvenuta ieri sera, al termine di una giornata a dir poco convulsa, e a Parigi è esploso il tripudio della delegazione italiana che attendeva (attesa, per inciso, sfibrante: fino all'ultimo sembrava che il pronunciamento slittasse a lunedì) il responso. Incontenibile la gioia del sindaco Stefano Balloch e del suo predecessore, Attilio Vuga, padre putativo di un progetto complesso, ambizioso e dalla tempistica quasi decennale: «Sono stati giorni di sofferenza, questi commenta , ma il risultato ci ha premiato. La contentezza di questo momento è impagabile». Il primo cittadino, da parte sua, parla di occasione storica, per la città ducale e per tutto il Friuli Venezia Giulia: «Cividale dice è protagonista indiscussa di un piano culturale senza precedenti. Non posso che esprimere grandissima soddisfazione per aver portato la sua epopea e la sua cultura all'attenzione del mondo intero. Quello che abbiamo raggiunto è un traguardo straordinario, che promette ricadute di estrema importanza non solo in ambito locale, ma su scala regionale. Il positivo esito dell'avventura è il frutto di una sinergia su larga scala, che nella ricorrenza del 150 dell'unificazione nazionale esalta il significato della parola unità: abbiamo donato al nostro Paese una nuova, bella occasione di prestigio all'estero». Concorda in pieno Attilio Vuga. I ritorni del marchio Unesco saranno, assicura, «eccellenti per la nostra regione»: «È stato fatto un lavoro poderoso, per predisporre la candidatura I Longobardi in Italia. Fin dall'inizio dell'esperienza siamo stati animati dalla profonda convinzione che si potesse arrivare al trionfo. Ed è significativo che nel 150 dell'Unità d'Italia nella lista del patrimonio dell'Unesco sia entrata una cordata di città che - dodici secoli fa - rappresentava un embrione dell'odierna realtà nazionale. L'inserimento di Cividale e degli altri siti della rete nella Whl è il più bel regalo che il Friuli Venezia Giulia potesse ricevere: bene abbiamo fatto, due anni fa, a seguire il consiglio dell'Icomos e a perfezionare la proposta, anziché insistere e tentare la sorte». La volontà di raggiungere l'obiettivo era talmente forte che negli ultimi giorni, e nelle ultime ore - svela Vuga -, «è stata condotta una convinta azione di lotta». Azione che ha prodotto, fra l'altro, l'anticipazione dell'esame del circuito longobardo da parte del Comitato rispetto alla scaletta prevista. E alla fine è andata nel migliore dei modi: «Un fortissimo evviva - chiudono Balloch e Vuga - da Parigi».