Se si investe insieme nella cultura, il seme, quando attecchisce, è più sicuro e dà più frutti nel lungo periodo». Carlo Azeglio Ciampi è seduto su una poltrona di vimini nella "Diao yiutai", la residenza che i cinesi riservano agli ospiti di Stato. Vede i giornalisti a conclusione della prima giornata di appuntamenti pechinesi: una sorta di incontro al caminetto per scambiare opinioni, impressioni. Il tema-clou della giornata - secondo una rigorosa scansione - è stato quello dei rapporti culturali. Di qui, la convinzione del Presidente che il rilancio in questo campo sia propedeutico per cementare una svolta anche nelle relazioni bilaterali in campo politico ed economico. Spiega: «Mi sono reso conto di quanto conta gettare i semi. Venni in Cina nell'83 e incontrai l'attuale sindaco di Tianjin allora Governatore della Banca cinese. Ora dopo tanti anni mi ha detto:"Lei è un amico della Cina"». E soggiunge: «Certo, i rapporti economici sono importanti ma sono soggetti ad alterne vicende, quelli culturali no...» Quindi Ciampi passa in rassegna i due appuntamenti principali di ieri: la visita alla mostra documentale sulla città di Tianjin e il sopralluogo alla "Sala del trono" della Città Proibita. Tianjin - com'è noto - fu una città parzialmente italiana in Cina, dai primi anni del Novecento fino al 1947, in quanto sede di una concessione. Miracolosamente, malgrado i furori della "rivoluzione culturale", gli edifici, i viali che testimoniano la nostra presenza, consolidatasi durante il fascismo, sono rimasti quasi integri. Di qui la volontà dell'attuale sindaco di Tianjin (una città che oggi conta ben 10 milioni di abitanti) di completare il recupero e il restauro del "quartiere italiano". E gli esperti italiani hanno consegnato ieri ai cinesi i progetti architettonici, alla presenza di Ciampi, nella convinzione che Tianjin possa rappresentare ancora un simbolo dell'incontro tra due antiche civiltà. «Quel quartiere somiglia a Castiglioncello o a Viareggio», commenta Franca Ciampi dopo aver assistito ad un vecchio documentario dell'istituto Luce. Più concreti i progetti riguardanti il restauro del Padiglione della Suprema Armonia, nella Città Proibita, da dove gli imperatori delle dinastie Ming e Ching governavano il loro popolo. L'Italia - attraverso il ministero dei Beni culturali -ha fornito il "know how" tecnologico per l'opera di recupero. Un'altra iniziativa richiestaci dai cinesi riguarderà un tratto della Grande Muraglia mentre il ministro Urbani ha annunciato che - in vista delle Olimpiadi di "Pechino 2008" - il governo cinese ha messo in cantiere un grandioso museo sulla storia delle civiltà affidando la cura di tre settori al nostro Paese. Stamane, poi, ci sarà un'appendice sportiva: sarà perfezionato il gemellaggio tra Pechino e Torino, sede delle Olimpiadi invernali del 2006. Nel colloquio con i giornalisti, Ciampi si dice stupefatto dei cambiamenti trovati in Cina rispetto alle sue ultime visite. «La prima volta - osserva - era il paese delle biciclette e delle divise tutte uguali, poi nel 1991 le catapecche erano diventate in gran parte dei grattacieli, ora Pechino è diventata una metropoli...». E soggiunge: «I cinesi possono raddoppiare in dieci anni il loro Pil. Stanno andando a ritmi troppo veloci e non vogliono farlo. Devono regolare la crescita. Il loro obiettivo è di passare ad un tasso di sviluppo annuo del 6 per cento». «E' un processo straordinario - sottolinea Ciampi - ma c'è il problema di diffondere il benessere. Ci sono gravi squilibri tra città e campagna da superare». Ciampi è diplomatico quando gli si chiede se non ci siano colpe e forti ritardi nei rapporti con la Cina. «Io ho sempre cercato di applicare il principio di lavorare insieme: lo sto facendo al Quirinale con i miei collaboratori. Nessuna gelosia tra di noi. Lavoriamo per il comune obiettivo». Oggi Ciampi sarà raggiunto dal ministro degli Esteri Fini. Ci saranno gli incontri con il premier Wen Jiabao e con il presidente Hu Jintao. La visita entrerà nel vivo dei temi politici mentre poi, con il trasferimento a Shangai, si concentrerà su affari ed economia, dove sono più forti le attese.