A Ca' Farsetti intesa con i finanziatori internazionali dei restauri Un nuovo «asse» tra Comune e Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia, che intanto ringraziano il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan che ha finalmente affrontato il problema dell'Iva applicata ai lavori che gli stranieri finanziano per restaurare i beni culturali in Italia. L'incontro che il sindaco Giorgio Orsoni ha tenuto pochi giorni fa a Ca' Farsetti con i rappresentanti dei principali Comitati privati da Save Venice a Venice in Peril Fund, da Venetian Heritage, ai Comitati francese, olandese e svizzero è solo il primo di una serie periodica che dovrà servire a mettere in contatto la città con chi contribuisce da decenni al mantenimento dei suoi monumenti, ma può offrire contributi e proposte anche per la soluzione di molti suoi problemi, portandoli all'attenzione dell'opinione pubblica internazionale. Lo sottolinea anche il presidente dei Comitati Umberto Marcello del Majno, che, a proposito del problema dell'Iva ricorda come i Comitati siano soggetti al pagamento dell'aliquota del 10 per cento per le straordinarie manutenzioni degli immobili, e addirittura del 20 per cento per quelle dei beni mobili (come quadri o oggetti d'arte), sottraendo così ingenti somme alle opere di restauro. "Il ministro Galan, mostrando una lungimirante saggezza sottolinea del Majno, ricordando la sua recente proposta di portare per il mecenatismo straniero sui beni culturali l'Iva dal 20 al 2 per cento ha evidentemente convenuto sul fatti che il "guadagno" che lo Stato ottiene dal restauro-valorizzazione del suo patrimonio artistico (che è un'inestimabile risorsa strategica pubblica) sia superiore al mero introito dell'Iva. Infatti, per evitare di lasciar andare in rovina e per non perdere il suo patrimonio. Lo Stato dovrebbe impegnare fondi di cui, al momento, non dispone. Per queste ragioni ritengo che questa proposta debba essere recepita dal Governo anche in questo momento di crisi finanziaria).