Da oggi il sito seriale «I longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)» è nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Con questa iscrizione (la 46' nazionale) l'Italia consolida la sua posizione di vertice. Il sito seriale comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde presenti sul nostro territorio, dove si estendevano i domini dei più importanti Ducati che formarono quella che possiamo definire la prima "nazione" italiana. Questo l'elenco: CIVIDALE DEL FRIULI (UDINE) - Il tempietto longobardo, uno degli edifici più originali ed anche tra i più noti della tarda età longobarda BRESCIA - Il complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia, oggi sede del «Museo della città». CASTELSEPRIO-TORBA (VARESE) - Il Castrum con la rinomata Chiesa di S. Maria foris portas, sulle cui pareti si conserva uno dei più alti testi pittorici di tutto l'alto Medioevo. CAMPELLO (PERUGIA) - Il tempietto del Clitunno, il famoso, piccolo edificio oggetto dell'attenzione di grandi architetti. SPOLETO (PG) - La basilica di S. Salvatore, che conserva significativi frammenti di decorazione architettonica ed elementi decorativi scolpiti dai lapicidi medievali. BENEVENTO - La chiesa di Santa Sofia, una delle strutture longobarde più complesse e meglio conservate dell'epoca, con l'attiguo chiostro che oggi ospita il «Museo del Sannio». MONTE SANT'ANGELO (FOGGIA) - Il santuario garganico di San Michele, che dal VII secolo, con i longobardi, divenne il più importante luogo del culto micaelico, un modello per i centinaia di santuari costruiti nel resto d'Europa, compreso il più famoso Mont-Saint-Michel in Normandia. Un riconoscimento, quello dell'Unesco, che sancisce il portato degli studi contemporanei e mette fine ai concetti di «decadenza», «fine della civiltà» e «barbarie» che venivano generalmente associati all'età che va dalla caduta dell'Impero Romano alla nascita di quello Carolingio, affermando invece - in una visione oggi particolarmente attuale - l'idea del continuum del processo storico, caratterizzato dalla compenetrazione di civiltà diverse. L'iscrizione del sito «I longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)» è inoltre un riconoscimento all'impegno di quanti hanno lavorato per raggiungere questo traguardo: 5 Regioni, 6 Province, 8 Comuni, 2 Comunità montane, 4 Diocesi, un Parco, il Fai, la fondazione Cab e i centri di studi, il Cisam (Centro italiano studi alto Medioevo) e il Centro di studi micaelici e garganici di Monte S. Angelo, sede staccata del Dipartimento di studi classici e cristiani dell'Università degli studi di Bari «Aldo Moro».