FIRENZE. Non solo a Firenze e nelle città italiane. Anche a Parigi, probabilmente perfino davanti agli ingressi del Museo del Louvre, saranno allestiti i banchetti per raccogliere le firme della petizione da sottoporre all'attenzione dei governi di Francia e di Italia per far tornare temporaneamente la celeberrima Gioconda di Leonardo da Vinci nel capoluogo toscano. «Anche a Parigi si raccoglieranno adesioni grazie all'impegno di alcuni storici dell'arte francesi che condividono la nostra iniziativa» ha detto ieri il presidente del Comitato promotore, Silvano Vinceti, annunciando che nella settimana che si apre oggi, in collaborazione con la Provincia di Firenze, scatterà la sottoscrizione pubblica con l'obiettivo delle 100mila firme. Vinceti ha ricordato le tappe della campagna per il rientro della Gioconda nel 2013 a Firenze: «Durerà sei mesi. Viene costituito un comitato promotore di cui faranno parte parlamentari, esponenti del mondo della cultura, dell'arte e del giornalismo. Le firme saranno raccolte sia tramite banchi pubblici nelle strade e nelle piazze di varie città italiane, grazie all'impegno del Comitato per la Valorizzazione dei Beni storici, culturali e ambientali che ha lanciato l'iniziativa». E che da circa due mesi sta cercando proprio a Firenze, nell'ex convento di Sant'Orsola, con la collaborazione della amministrazione provinciale fiorentina e della Sovrintendenza, i resti di Monna Lisa dei Gherardini, la modella della Gioconda. Vinceti, sempre ieri, ha sottolineato che ci saranno anche altri luoghi per radunare le adesioni degli italiani: «Le università, la Camera dei deputati e il Senato». Le adesioni saranno prese anche via Internet. Ovviamente anche a Firenze si procederà a raccogliere firme ai tavoli contando anche sull'impegno della Provincia» ha aggiunto Vinceti. il quale ha detto che «molte sono le disponibilità già pervenute al Comitato, adesioni convinte da tutte le parti d'Italia e in particolare da Firenze e dalla Toscana. Personalmente sono molto ottimista sul risultato dell'iniziativa. Sto ricevendo decine e decine di telefonate ed e-mail di sostenitori. In un'intervista a Radio Vaticana lo stesso conduttore ha invitato a firmare la petizione». Infine «è stata inviata una richiesta di adesione alla campagna a molti mass-media nazionali e regionali - ha concluso - E nei prossimi giorni renderemo note le prime significative adesioni». Proprio sabato uno dei maggiori esperti a livello mondiale di trasporto di capolavori d'arte, Alvise di Canossa, aveva detto - dopo il "no" francese al prestito motivato da problemi di fragiilità del capolavoro leonardesco - che «tecnicamente ogni opera d'arte si può movimentare con le adeguate soluzioni di trasporto, e ciò vale anche per la Gioconda. Ma lo si deve fare alla luce di una compiuta valutazione dello stato conservativo e delle condizioni di conservazione. Il problema semmai è come la si trasporta».