Trovati elementi importanti negli hard disc di Tani e Ferro Intanto stamani il tribunale del Riesame si esprimerà sulla richiesta di revoca degli arresti dei cinque indagati LUCCA. Notizie importanti nei computer degli indagati. Necessarie a chiarire l'intreccio (presunto) fra tangenti e operazioni immobiliari, che ha portato in carcere e agli arresti domiciliari politici, funzionari pubblici, professionisti e imprenditori interessati alla trasformazione dello stadio e a costruire un nuovo quartiere a S. Anna. I dettagli più interessanti, ai fini dell'indagine di cui è titolare il sostituto procuratore Fabio Origlio, sarebbero contenuti nell'hard disc sequestrato nell'ufficio di palazzo Santini al dirigente dell'urbanistica Maurizio Tani, finito prima in carcere e poi ai domiciliari. E informazioni importante sarebbero state rintracciate anche nella memoria del computer dell'ingegner Andrea Ferro, ex presidente del comitato ambientale del Comune, coinvolto nell'inchiesta sulla corruzione (presunta) nella pubblica amministrazione. E in quelle dello studio Valore a Prato. Il compito di scovare anche file cancellati ed e mail finite nel cestino è stato affidato alla polizia postale che ha estrapolato i dati del server per poi consegnarli ai carabinieri del reparto investigativo di Cortile degli Svizzeri che operano assieme ai militari della polizia giudiziaria in servizio in procura. In queste ore gli inquirenti stanno ultimando il sequestro del materiale probatorio nello studio del geometra-assessore Marco Chiari e dell'architetto Luca Antonio Ruggi, suo socio di studio. Poi, gli inquirenti si dedicheranno sia alla lettura della copiosa documentazione sia ad ascoltare come persone informate dei fatti professionisti, dirigenti comunali e politici. Stamani, intanto, è un giorno chiave per i cinque arrestati nell'inchiesta denominata «Volpe nel deserto»: il "super assessore" Marco Chiari, l'architetto Maurizio Tani, l' ex amministratore della Valore (è dimissionario) Giovanni Valentini, l'ingegner Andrea Ferro e l'architetto Luca Antonio Ruggi, accusati di corruzione (a Tani è contestato anche il falso ideologico in atto pubblico) compariranno, attraverso i loro legali, davanti al tribunale della Libertà di Firenze che dovrà prendere una decisione di fondamentale importanza ai fini degli sviluppi dell'inchiesta. Il tribunale dela Libertà, infatti, dovrà confermare, revocare o annullare le misure di custodia cautelare in carcere o ai domiciliari formulate dal giudice delle indagini preliminari. Il diverso tipo di valutazione (la decisione del collegio, con tanto di motivazione, potrebbe arrivare anche dopo 48-72 ore) peserà sugli altri gradi di giudizio relativamente alle misure cautelari. All'ultimo tuffo, per rafforzare l'ipotesi accusatoria, il pubblico ministero Fabio Origlio ha inserito due intercettazioni ambientali datate 19 maggio. Una delle quali - registrata nello studio dell'ingegner Andrea Ferro - fa riferimento a un colloquio tra il professionista e il padre, Gabriele Ferro, presidente del tribunale. Si tratterebbe di una sorta di parziale ammissione di accordi di natura economica con il «superassessore» Marco Chiari.