LUCCA. Erano partiti a ottobre gli accertamenti della Procura sul progetto di recupero del Carmine, il mercato storico del centro città. La polizia giudiziaria dei vigili urbani, infatti, ha effettuato accertamenti sulla procedura seguita dal Comune per arrivare a mettere in gara la concessione della struttura, da affidare (per un massimo di 40 anni) a un soggetto in grado di restaurarla e gestirla. Gli accertamenti, dunque, sono iniziati prima che il consiglio comunale approvasse il master plan in base al quale è stata avviata la procedura per individuare l'eventuale concessionario. E hanno riguardato anche Polis, la società quasi interamente pubblica, alla quale, in un primo momento, l'amministrazione comunale sembrava intenzionata ad affidare il Carmine. L'idea originaria della giunta, infatti, era di trasformare la ex società dei parcheggi a pagamento in una "Stu", società di trasformazione urbana di aree ed edifici pubblici da recuperare. Del resto, proprio a Polis il Comune aveva affidato la creazione di un parcheggio interrato e di appartamenti nella ex caserma Mazzini. L'operazione è stata realizzata da Polis, con i soci privati, fra i quali c'era anche Valore spa, la società immobiliare oggi al centro dell'inchiesta del presunto intreccio fra tangenti e cemento a Lucca. Gli accertamenti della polizia giudiziaria, in effetti, avrebbero riguardato non solo il Carmine ma anche i rapporti fra Polis e Valore. Anche se all'operazione del recupero del mercato storico la società pratese non è interessata. Polis, infatti, ha liquidato tutti i soci privati (Valore compreso) ricomprando le quote con una spesa di circa 6,5 milioni di euro. E a maggio ha presentato una manifestazione di interesse per il Carmine come società quasi interamente pubblica. La proposta è stata avanzata sulla base del master plan di novembre, firmato a quattro mani dal dirigente del settore lavori pubblici, l'ingegner Paolo Nocchi, e dall'architetto Maurizio Tani, ex dirigente del settore urbanistica, oggi agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione e falso. Il master plan è stato approvato dal consiglio comunale il 15 dicembre 2010 e le destinazioni d'uso definite (commerciale, artigianale di servizio, ricettivo) sono state recepite dal regolamento urbanistico con la variante adottata, sempre dal consiglio comunale, il 17 gennaio del 2011. La stessa variante - ancora da approvare definitivamente - che ha attirato l'attenzione della Procura nell'inchiesta su corruzione e cemento che ha portato in carcere l'assessore Marco Chiari, referente, fra l'altro, anche del recupero del Carmine, come titolare della delega ai grandi progetti. Al momento, la situazione del progetto del mercato storico è questa: una commissione composta da dirigenti comunali (Tani è stato sostituito) sta valutando le due manifestazioni di interesse pervenute, quella di Polis e quella di una cordata che ha come capofila un'impresa del nord Italia. Per assegnare la concessione - a un canone annuo di almeno 200mila euro - dovrà, poi, essere bandita una gara vera e propria.