All'ufficio informazioni orari sbagliati. E in Provincia non sanno che Papa c'è in piazza Ancona L'Ancona del turismo rimandata a settembre: un breve viaggio nel mondo dell'accoglienza rivela uno scenario contrastante dove il turista per caso rischia di perdere l'orientamento. Da una parte, infatti, va sottolineato un certo miglioramento rispetto al passato, con un fitto calendario di iniziative e personale pronto a fornire informazioni utili a chi visita la città, ma l'altra faccia della medaglia mostra pesanti lacune organizzative, figlie di una mentalità che non riesce a stare al passo coi tempi e con la necessità di fare sistema. Un discorso che vale anche per l'informazione turistica online: nonostante la recente nascita di nuovi portali, resta ancora molto da fare per potersi fregiare dell'ambito status di meta turistica. Gli uffici non segnalati Tappa obbligata per il nostro turista per caso, appena arrivato in una città a lui sconosciuta, è rappresentata dai due uffici turistici gestiti dagli enti locali: quello comunale, in via Gramsci, e il meno visibile ufficio patrocinato da Provincia e Regione di via della Loggia, entrambi situati a due passi dal porto, ma segnalati in maniera insufficiente. Un terzo info-point si trova all'interno dell'area portuale, dove vengono fornite informazioni di carattere generale su monumenti, musei e servizi, mentre in piazza della Repubblica è presente un "totem" informativo del sistema museale anconetano, con tanto di orari e contatti: quest'ultimo, nato proprio per facilitare la fruizione delle strutture culturali, presenta qualche incongruenza rispetto agli orari attualmente in vigore. Un esempio è rappresentato dal Museo Archeologico, dove da pochi giorni è stata modificata l'apertura del venerdì: dalle 13 alle 24 al posto del tradizionale orario continuato 8.30 - 19 degli altri giorni. Questa novità, determinata dallo svolgersi di iniziative particolari fino al 19 agosto, è certamente temporanea, ma il "totem", i siti istituzionali, le brochure e il personale di servizio negli info-point non ne fanno menzione, con il rischio che il nostro turista per caso, desideroso di ammirare i pregiati reperti di Palazzo Ferretti, si ritrovi ogni venerdì mattina a dover fare i conti con un portone chiuso per colpa di informazioni non aggiornate. Un problema analogo affligge la Pinacoteca, dove l'orario di chiusura viene segnalato alle 19. "In verità l'ultimo ingresso sarebbe alle 18.30 - spiega il personale del museo - a partire da quell'ora dobbiamo provvedere alla chiusura delle stanze e alle misure di sicurezza, ma succede spesso che qualche turista arrivi più tardi, costringendoci a fagli visitare le opere d'arte in fretta e furia". Il discorso non cambia per il Museo della Città: l'orario estivo ufficiale va dalle 17 alle 20, mentre quello riportato sul materiale informativo recita 18-22. E pensare che esiste una brochure dedicata ai sei musei cittadini, segnalata anche nel portale Ancona Turismo, dove queste dilagano queste informazioni fuorvianti: non si salva neanche il Museo Omero, l'unica struttura tattile in Italia, segnalato in maniera superficiale sulla mappa del depliant. La piazza del Papa famoso Ma gli orari non sono l'unica croce dell'accoglienza in salsa anconetana: anche il personale degli info-point, per quanto generalmente ben preparato, spesso dimentica di segnalare alcuni siti d'interesse, come il Chayim, il sentiero del cimitero ebraico, o l'anfiteatro romano. Oppure può capitare di sentirsi dire da un addetto dell'ufficio provinciale, più ferrato nella promozione della Riviera del Conero, che in piazza del Plebiscito è presente "la statua di un Papa famoso", senza specificare che si tratta di Clemente XII. Il dilettantismo, però, non è da imputare a chi opera in prima linea: le magagne sono a monte e a dimostrarlo ci sono non solo le brochure inesatte, ma anche il portale turistico online del Comune di Ancona. Oltre ai soliti orari inesatti, il sito presenta notevoli lacune nella versione in lingua inglese, quella che dovrebbe aiutare i visitatori stranieri a scoprire la città: dagli "intresting places" che farebbero impallidire i puristi della grammatica anglosassone, a tutta una serie di indicazioni non tradotte dalla nostra lingua. In questo mare magnum di superficialità si salva "Ancona da vivere", un opuscolo contenente tutte le iniziative ricreative e culturali dell'estate dorica: unico neo, è stato stampato solo in italiano. federico capezza