SIMBOLI. Con la Torre di San Martino, recentemente riaperta, è il luogo della memoria per le guerre d'Indipendenza Stasera la cerimonia di riapertura dopo i lavori finanziati dal comitato del 150dell'Unità d'Italia Dall'alto della balconata dell'ossario di Custoza, sulla collina di Belvedere, si vedono a occhio nudo, in lontananza, gran parte dei luoghi delle grandi battaglie del nostro Risorgimento: Rivoli, Santa Lucia, Goito, Solferino e San Martino e, ovviamente Custoza, per due volte luogo di due sventurate battaglie di massa. L'ossario che oggi alle 20,30 viene riaperto, dopo il restauro, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, è quindi un luogo più importante di altri. Ne parla nell'articolo qui sotto Paolo Peluffo, coordinatore nazionale per il 150 anniversario dell'Unità d'Italia. L'inaugurazione del monumento avvenne il 24 giugno 1879, giusto vent'anni dopo la battaglia di San Martino e Solferino. L'intervento di restauro è stato condotto dall'Unità tecnica di missione diretta da Giancarlo Bravi in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. L'Ossario di Custoza venne innalzato per volontà del parroco don Gaetano Pivatelli che volle raccogliere le spoglie dei soldati caduti nelle battaglie del 1848 e del 1866 in un unico grande mausoleo sacrario. Il quotidiano L'Arena iniziò una sottoscrizione. L'8 agosto 1875 venne costituito un comitato promotore presieduto da Giulio Camuzzoni e composto da Aleardo Aleardi, Angelo Messedaglia e Giuseppe Salvatore Pianell. I restauri del progetto «I Luoghi della memoria», approvato dal Comitato nazionale per il 150 presieduto da Giuliano Amato, sono un gesto d'affetto per questi luoghi, sono un piccolo atto di riparazione alla memoria di quei ragazzi di allora, che credettero e vollero fortemente la nascita di una istituzione comune, lo Stato nazionale, che promuovesse la modernizzazione di un Paese che allora era poverissimo. L'aspettativa di vita alla nascita di un italiano era nel 1830 di 30 anni, tra le più basse del mondo. Oggi è tra le più alte del mondo. Il percorso è partito oltre un anno fa dallo scoglio di Quarto a Genova, dal quale Garibaldi partì con i suoi mille la notte del 5 maggio 1860, per la Sicilia, ma sta attraversando tutta l'Italia con restauri, come a Palestro, Pisa, Carrara, Genova, Camogli, Sanremo, Palermo, Napoli, Mantova, Comacchio e tanti altri luoghi, e poi piccoli musei multimediali dedicati ai ragazzi, come a Porta San Pancrazio a Roma, a San Martino della Battaglia e poi Pisa e Caprera.