Nellarticolo che riguarda il rapporto Censis sulla Toscana (Repubblica 21 giugno) sono riportate alcune affermazioni che lasciano profondamente perplessi. Almeno tre punti sono degni di discussione. Il primo punto è che leconomia toscana non si è mai retta sugli agriturismi: dire che i cittadini non vogliono più vivere di agriturismi (o di prodotti tipici o di vino, per quanto siano importanti) è solo un espediente retorico che falsa i termini del problema. Il secondo punto è che lindustria, manifatturiera o meno, non nasce a seguito della costruzione di capannoni. Un esempio di questa pessima abitudine: il Comune di Casole dElsa (3860 abitanti) prevede nel piano strutturale adottato più di 20 ettari di superficie coperta che implicherebbero, a regime, 70 ettari di aree industriali e 3000-4000 addetti. E credibile questa previsione dissipatrice di suolo in una zona senza una linea ferroviaria e con difficoltosi collegamenti stradali, quando il principale macrolotto di Prato vede almeno il 30 di capannoni vuoti? E, a proposito di Prato, forse un migliore e più verde paesaggio della piana potrebbe favorire una ripresa industriale. La conclusione è che in una situazione di crisi delle attività manifatture, seri e innovativi progetti industriali devono precedere lapprontamento delle aree, mentre è profondamente sbagliato (se non per qualche speculatore) urbanizzare il territorio sperando che vi atterri qualche impresa. Il terzo punto è che è obsoleta la filosofia che contrappone la tutela del paesaggio alle attività produttive (non so se la meccatronica o le nanotecnologie possono essere etichettate come manifatture). Lindustria avanzata, che richiede, esperti, tecnici e mano dopera qualificata, vuole ambienti vivibili e paesaggi non devastati dallurbanizzazione. Contrapporre la tutela del paesaggio alla crescita di unindustria moderna è un atteggiamento arcaico che dovrebbe essere definitivamente superato Lautore è vice presidente della Rete dei comitati per la difesa del territorio
TOSCANA - ambiente e industria, no al contrasto
Un articolo di giornale discute il rapporto Censis sulla Toscana e tre punti che lasciano perplessi. Il primo punto è che l'economia toscana non si è mai basata sugli agriturismi, e che le affermazioni che lo sostengono sono un espediente retorico. Il secondo punto è che l'industria non nasce a seguito della costruzione di capannoni, e che un esempio di questo è il Comune di Casole d'Elsa che prevede la costruzione di aree industriali in una zona senza una linea ferroviaria. Il terzo punto è che la tutela del paesaggio è obsoleta e che l'industria avanzata richiede ambienti vivibili e paesaggi non devastati dall'urbanizzazione.
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