Il direttore della Cineteca: le decisioni spettano a Comune e soprintendenza Piazza Maggiore riservata solo agli spettacoli migliori: la linea dellassessore Alberto Ronchi divide il mondo della cultura. «La cosa giusta è scegliere, non chiudere tout court la piazza - dice il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli -: questo ruolo spetta al Comune e alla soprintendenza». Per Paolo Scotti, animatore delle estati degli anni 90, «lassessore non deve essere un direttore artistico». Piazza Maggiore divide la città della cultura. La tutela del "crescentone", che lassessore Alberto Ronchi vuole riservare ad appuntamenti di qualità e che «non può essere destinato alle cosucce», arriva a mettere a rischio i concerti di Ferragosto e di Capodanno. Ma solleva anche il problema del ruolo dellassessore alla cultura. Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca, dà ragione a Ronchi e gli affida il ruolo di «scegliere le manifestazioni da svolgere, per non blindare la piazza ma fare solo iniziative interessanti». Paolo Scotti, ex direttore artistico del gruppo Officine Smeraldo, animatore delle estati degli anni 90 e fondatore del Ruvido, ricorda invece la rassegna "Bologna sogna" e critica latteggiamento «da direttore artistico che non è lo stesso ruolo di un assessore alla cultura». E anche il "ticket" sulle serate estive non mette tutti daccordo. «Cè un atteggiamento un po demagogico e un po inesperto nel fatto di ipotizzare per piazza Maggiore il pagamento del biglietto - dice Scotti - questa impostazione avrebbe delle complicazioni tecniche tali, tra sopralluoghi e clausole varie, che forse, a parte casi straordinari, il gioco non varrebbe la candela. Ma ritagliarsi il ruolo di arbitro che stila delle classifiche in ambito artistico mi sembra un mestiere rischiosissimo. Quando la musica dialettale il 14 agosto riuniva in piazza migliaia di persone che non erano andate in vacanza, quella era aggregazione culturale. Lamministratore pubblico ha il compito di essere mentalmente aperto ai bisogni e alle esigenze, ma non quello di dare punteggi alla qualità». Per Farinelli, che venerdì ha ospitato il regista Giuseppe Tornatore sotto il grande schermo di piazza Maggiore («Un ambiente così sconfinato, una piazza bellissima, sono ossigeno per chi ama il cinema» ha detto Tornatore) lingresso a pagamento non deve essere tabù. Non sarà il caso del cinema in piazza, «manifestazione che ha una sua particolare fisionomia legata anche alla gratuità», ma magari di «qualche evento allanno». In passato lo schermo in piazza è stato nel mirino della soprintendenza ma adesso «troviamo da parte dei Beni culturali unattenzione non rivolta alla chiusura degli spazi tout court - dice Farinelli - ma alla loro valorizzazione». (e. c.)