LUCCA. La prima richiesta era del 2008. Del 17 dicembre 2008. Ora, Stefano Baccelli, presidente della Provincia, torna alla carica con il sindaco. Chiede a Mauro Favilla di fare quello che tre anni fa ha ignorato: azzerare gli strumenti urbanistici e ripartire da capo. La strada era già stata suggerita nel 2008: creare un gruppo di lavoro, una commissione, comunque «un soggetto terzo», senza tecnici comunali o vicini all'amministrazione. Questo gruppo dovrebbe servire a fornire all'amministrazione comunale una precisa «ricognizione sullo stato di attuazione degli strumenti urbanistici vigenti - scrive Baccelli nella nuova lettera a Favilla - per valutare il modo più opportuno di procedere per risolvere le criticità rilevate, sulla base di nuovi e condivisi obiettivi di riordino urbano». Baccelli assicura a Favilla di non essersi mosso sulla spinta dell'inchiesta della Procura sul presunto sistema di corruzione che sarebbe sorto, anche in seno all'amministrazione comunale, per favorire operazioni immobiliari. Il fine - insiste Baccelli - è lo stesso del 2008: «la riqualificazione della città e il suo sviluppo strategico. Comprendo la tua preoccupazione di apparire in contraddizione con le scelte precedenti, ma nell'interesse dei lucchesi e nella prospettiva di un nuovo corso, ti chiedo di ripartire da zero con gli strumenti urbanistici: non solo quelli sotto inchiesta, parco Sant'Anna e nuovo stadio, ma anche la variante del piano strutturale». E la nuova programmazione urbanistica, insiste Baccelli, deve puntare a «migliorare la qualità ambientale, a dire basta al consumo di suolo, a favorire il recupero di immobili dismessi e a definire standard di qualità architettonica che impediscano di deturpare il paesaggio». Baccelli ammette che la normativa regionale «non aiuta, ma dobbiamo affidare le decisioni sulle trasformazioni urbanistiche a un percorso trasparente e ampiamente partecipato che sfoci in un dibattito pubblico». La preoccupazione di Baccelli non è dell'ultima ora. Già nel 2008, dopo l'avvio del procedimento (il 16 settembre) della variante al piano strutturale per la "redistribuzione delle quantità edificatorie a fini residenziali", egli stesso scriveva: «La situazione urbanistica di Lucca è segnata da tempo da un persistente stato di incertezza, e conseguente conflittualità, che condiziona l'ordinato svolgimento delle funzioni amministrative in materia di governo del territorio. La delibera di avvio del procedimento - sottolineava nel 2008 Baccelli - mi pare carente nella loro definizione, registrando la mera necessità di una redistribuzione delle potenzialità edificatorie oggi non utilizzate, e mancante della definizione delle azioni conseguenti, nonché degli effetti territoriali e ambientali attesi. Il quadro conoscitivo, sarebbe da ritrovarsi negli atti di regolamento urbanistico a suo tempo approvati». Da qui il dubbio (mai fugato) di Baccelli: «In spirito di collaborazione, mi sento di dire che con questa operazione si ponga in essere una variante che, sebbene dichiaratamente finalizzata ad un riequilibrio di quantità edificatorie tra le varie Utoe, sulla cui ammissibilità e modalità i competenti uffici provinciali provvederanno ad effettuare le necessarie valutazioni, appare in realtà un'operazione complessa volta solo a risolvere situazioni critiche che si sono manifestate, il cui numero e portata non è rinvenibile né nell'atto che ci è stato trasmesso, né nella delibera di consiglio comunale del 18 settembre 2008 che ha sospeso l'efficacia del regolamento urbanistico nelle parti controverse». Prima di avviare il procedimento per la variante al piano strutturale, dunque - era la conclusione di Baccelli - «occorreva procedere a un'approfondita ricognizione generale sullo stato di attuazione degli strumenti urbanistici vigenti e del reale e concreto "consumo di suolo", determinato dall'attuazione del vigente regolamento urbanistico». Da qui l'invito a riflettere «sull'opportunità di individuare il soggetto avente il carattere di terzietà in grado di effettuare una precisa ricognizione sullo stato di attuazione degli strumenti urbanistici vigenti e valutare il modo più opportuno di procedere per risolvere gli elementi di rilevata criticità sulla base di nuovi e condivisi obiettivi di riordino urbano».
LUCCA - URBANISTCA - Il Comune azzeri le varianti
Il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, ha inviato una lettera a Mauro Favilla, sindaco di Lucca, richiedendo di azzerare gli strumenti urbanistici vigenti e di ripartire da capo per risolvere le criticità urbanistiche della città. Baccelli chiede di creare un gruppo di lavoro terzo, senza tecnici comunali o vicini all'amministrazione, per fornire una ricognizione precisa sullo stato di attuazione degli strumenti urbanistici e valutare il modo più opportuno di procedere per risolvere le criticità. Baccelli assicura di non essersi mosso sulla spinta dell'inchiesta della Procura sul presunto sistema di corruzione all'interno dell'amministrazione comunale.
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