(a.gall.) PER riequilibrare i conti di Palazzo Marino, spiega Giuliano Pisapia, «Milano non avrà bisogno di una legge speciale». Quello che invece non sarà in grado di garantire senza provvedimenti ad hoc del governo, aggiunge l'assessore al Bilancio Bruno Tabacci, sarà il rispetto degli impegni presi per l'Expo. «Ci sono impegni importanti da onorare - dice Tabacci -. Noi non ci tiriamo indietro, ma questo è un progetto che riguarda tutto il Paese, una finestra sul mondo non solo di Milano, ma dell'Italia intera». Ci sono anche le risorse da investire per il 2015 nel quadro dei conti del Comune. «In questi numeri - dice Tabacci riferendosi alla manovra preparata da Moratti - Expo non c'è neanche». Eppure, «come è possibile fare gli appalti senza avere certezze sui finanziamenti?». D'altronde, continua l'assessore, «Expo si regge sull'impegno di diversi protagonisti tra cui anche il governo e su questo punto Tremonti è apparso spesso ondeggiante, soprattutto quando ebbe a dire che con Pisapia l'Expo se ne va via». La preoccupazione per le casse vuote non riguarda però solo gli investimenti per il sitoei cantieri. Se il Comune vorrà entrare con il 51 delle quote nella società che acquisirà i terreni del 2015 dovrà versare più di 50 milioni. Dove si troveranno? Ed è stata proprio la questione delle aree uno dei punti toccati in un incontro tra il sindaco e il Pd. I dubbi del partito, rappresentati soprattutto dall'assessore Stefano Boeri, sul prezzo (120 milioni) dato all'area di Rho-Pero e sul rischio di una cementificazione futura, sono stati tanti. Adesso si tenta una strada comune. Sapendo, però, che dopo l'ultimatum del Bie non si può bloccare tutto. Per avere la certezza che la variante urbanistica e l'adesione alla newco (che dovranno sbarcare entro fine luglio in consiglio comunale) siano irreprensibili dal punto di vista della legittimità, Palazzo Marino potrebbe chiedere anche un parere alla corte dei Conti. Un'ipotesi allo studio. Una pausa di approfondimento, dopo i dubbi dei Democratici, è stata presa anche per il Pgt. La proposta della revoca dell'approvazione e la nuova valutazione delle osservazioni dell'assessore all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris doveva essere discussa ieri in giunta. Così non è stato, anche perché la riunione è stata monopolizzata dai conti. Ma prima che un documento arrivi al vaglio dell'esecutivo ci sarà un vertice di maggioranza e si dovranno studiare nel dettaglio i tempi della marcia indietro. Che dovranno essere rapidi.