Non è assolutamente vero che la Gioconda sia talmente fragile da non potersi trasportare. E poi i francesi che ci tengono tanto alla sua tutela dovrebbero spiegarci perché permettono ai giapponesi (e non solo a loro) di bombardarla di flash ogni cinque secondi. Agli Uffizi noi non lo consentiremmo»: a parlare è Vittorio Sgarbi, che del diniego del Louvre a prestare il capolavoro di Leonardo dà un'altra interpretazione. «Il Louvre, come tutti i grandi musei del mondo, non dà mai niente per niente. Per avere in prestito la Gioconda bisogna offrire qualcosa in cambio. Io, proprio pochi mesi fa, avevo proposto al ministro Maroni, che mi chiedeva come si potesse fare per avere temporaneamente il quadro in Italia, di prestare al Louvre i Bronzi di Riace». Perché Maroni voleva la Gioconda? «Perché tra breve ricorre il centenario del furto. A compierlo fu Vincenzo Perugia, imbianchino del Varesotto, e il ministro degli Interni pensava di commemorare la ricorrenza esponendo a Varese il quadro. Gli spiegai che era difficile dire ai francesi che andava a Varese. Ma visto che il ladro l'aveva portata anche a Firenze, se avessimo puntato sugli Uffizi la cosa si poteva fare». Come è andata? «Si trattava di superare, prima delle resistenze del Louvre, quelle di Scopelliti, presidente della Regione Calabria. Ci muovemmo in tandem con Mario Resca, direttore per la valorizzazione del patrimonio al ministero dei Beni Culturali. Spiegammo a Scopelliti che con gli introiti dell'esposizione dei Bronzi in Francia avrebbe potuto sistemare il museo (e non solo quello) che li ospita. Inoltre sarebbe stata una grande pubblicità per la sua regione». Ci siete riusciti? «Quasi. Misi al corrente della cosa Maroni, che mi disse che ne avrebbe parlato nell'incontro bilaterale con Sarkozy, quando era in corso la trattativa sul problema dell'immigrazione. Poi non ne ho saputo più nulla». Fra tanti capolavori italiani perché proprio i Bronzi di Riace? «Certo lo scambio può funzionare anche con la Nascita di Venere del Botticelli. Ma con i Bronzi possiamo dire ai francesi che prendono due in cambio di uno. Poi i Bronzi sono maschi e forse anche un po' gay, quindi di moda non solo in Francia. Mentre la Gioconda è soltanto una donna dai facili costumi».