Ancora una volta la stupidità fa male all'arte. Stavolta è successo adAriccia, nei Castelli romani, ma è solo l'ennesimo episodio di una triste tradizione. Lo scenario è sempre lo stesso: serata allegra, qualche bicchiere di troppo e un'idea stupida che balena in testa. Nel nostro caso il "colpo di genio" è stato quello di salire su una delle fontane di piazza di Corte, uno dei luoghi più noti del comune romano. Poco importa se quell'opera d'arte risale al 1665 ed è stata disegnata dal grande artista Gian Lorenzo Bemini. Alle tre di ieri mattina, due ragazzi trai 19 e i 20 anni hanno provato a salire sulla fontana: il pezzo di manno si è inclinato sotto il peso vandali e la struttura si è smontata in tre pezzi. I vandali e i loro due "complici" sono stati subito identificati dalle telecamere di sorverglianza. Uno di loro era stato anche ferito da una scheggia: guarirà in 15 giorni, molto meno di quanto servirà a ricostruire la fontana, già restaurata nel 1999. Il sindaco di Ariccia ha annunciato il ripristino immediato: pagherà il Comune, perché lo Stato non ha risorse sufficienti nemmeno per badare al proprio patrimonio (153 milioni di euro per il 2011). Non si sa invece se le famiglie saranno obbligate a risarcire le spese. Sarebbe un bel modo per mandare un messaggio amai quei ragazzi che amano l'arte più come oggetto di bravate che come strumento di elevazione dello spirito. Negli ultimi giorni un episodio simile ha "colpito" una statua di Luca Pacioli ad Arezzo e a Napoli una pallonata ha staccato un dito alla statua di Alfonso d'Aragona. Limitandoci al Lazio e alle fontane, negli ultimi anni quasi tutte le più importanti fontane di Roma sono state rovinate. E non in azioni "innocue" come quella del "futurista" Graziano Cecchini che colorò di rosso la fontana di Trevi nel 2007. L'ultima vittima era stata nel 2010 la Fontana dei Navigatori (abbattuti nove balaustri), mentre nel 2007 quattro extracomunitari ubriachi avevano staccato un fregio della Barcaccia di Piazza di Spagna. È stata ritrovata poi solo quest'anno la prua della Navicella del Celio, staccata a martellate nel 2005. Un'altra offesa al Bernini risale invece al 1998, quando tre ragazzi spezzarono in due il tritone della Fontana dei Fiumi in piazza Navona. Interventi per decine di migliaia di euro ciascuno che l'anno scorso hanno spinto la soprintendenza a istituire una task force a difesa dei monumenti romani (valutato da alcuni come il 58 per cento dell'intero patrimonio dell'umanità). Nella Capitale si ricordano danneggiamenti anche al portone del Pantheon e a tre quadri di Matisse (alcuni studenti li bucherellarono con una matita), mentre a Milano sono stati rovinati negli anni due bassorilievi del Duomo e un dipinto di Guttuso. Pure il patrimonio culturale di Firenze è stato spesso vittima dell'idiozia, anche se il capoluogo toscano ha ospitato soprattutto le scorribande di Piero Cannata, pittore mancato che iniziò la sua carriera di sfregiatore d'opere d'arte rompendo un alluce al David di Michelangelo nel 1991. Fu la follia invece a spingere nel 1972 l'australiano Laszlo Toth a martellare - al grido di «sono Gesù Cristo» - la Pietà dello stesso Michelangelo nei Musei Vaticani. Almeno lui aveva una scusa.
ARICCIA - La stupidità punta sull'arte. Distrutta statua del Bernini.
A Riccia, nei Castelli romani, due ragazzi di 19 e 20 anni sono stati identificati come responsabili di un'azione vandalica che ha causato la rottura di una fontana del 1665 disegnata da Gian Lorenzo Bernini. La fontana è stata restaurata nel 1999 e il sindaco ha annunciato il ripristino immediato. I due ragazzi sono stati identificati dalle telecamere di sorveglianza e uno di loro era stato ferito da una scheggia. Il Comune di Riccia ha deciso di pagare le spese del ripristino, mentre non si sa se le famiglie dei ragazzi saranno obbligate a risarcire.
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