CROLLI a Tor Caldara e «nessuno muove un dito». Questa la denuncia che arriva dal coordinatore nazionale del Terzo Polo Marco Ferraglioni, che accusa il Comune di Anzio di avere «poca sensibilità nei confronti del patrimonio archeologico presente tra Anzio e Lavino». «E' vergognoso sottolinea il coordinatore - il rimpallo di responsabilità che c'è tra l'amministrazione comunale, Regione e Sovrintendenza dei Beni culturali, che già nel 2006 intervenne con una lettera indirizzata al Comune di Anzio chiedendo un intervento per la difesa del patrimonio anziate che la Soprintendenza stessa riteneva inderogabile per salvaguardare, appello però caduto nel vuoto». «All'epoca ricorda Ferraglioni - il Comune di Anzio rimandò la palla alla Regione Lazio, allegando la lettera della Sovrintendenza, proprio per sollecitare un intervento a favore dell'antico porto neronano e di tutti i siti archeologici presenti tra Lavinio e Anzio che spetta, a detta del Comune di Anzio, all'amministrazione regionale». Oltre alla salvaguardia del patrimonio archeologico, è bene sottolineare anche la pericolosità di possibili crolli, soprattutto vista la presenza dei bagnanti, che in questo periodo frequentano la spiaggia sottostante il castello di Tor Caldara. A fronte di quanto espresso, Marco Ferraglioni esorta l'opposizione a presentare una mozione in Consiglio comunale, chiedendo all'assessore alla Cultura, Umberto Succi ed al sindaco Luciano Bruschini, «di riferire in Consiglio circa le iniziative adottate o che adotterà per far sì che vengano intraprese tutte le procedure del caso». Non solo, i. appello viene esteso anche alla Sovrintendenza dei beni culturali del Lazio e al ministro Giancarlo Galan, perché intervengano «con urgenza per porre fine allo scempio e all'incuria del patrimonio anziate, tra i più antichi del mondo; il porto neronano, la villa di Nerone ed il Teatro romano conclude sono in completo abbandono e non ultimo per i vergognosi crolli avvenuti a Tor Caldara nei giorni scorsi».