Mattinata di scontri con roghi e tafferugli ieri a Santa Lucia davanti al palazzo della Regione Campania e sul lungomare. Decine di persone dei comitati anti-ruspe hanno manifestato per sollecitare una norma che blocchi gli .abbattimenti delle case abusive. La protesta è degenerata: 5 i poliziotti feriti due le persone condotte in questura. La reazione Il sottosegretario Villari: «Sui condoni edilizi tavolo tecnico per sanare abusi di lieve entità» Dopo le promesse mancate e i decreti legge ad hoc non firmati, le ruspe perle demolizioni scaldano i motori. Si parte, è questione di ore. E i comitati, eccoli, sono di nuovo in piazza per chiedere uno stop agli abbattimenti. Almeno 60mila tra Napoli e provincia da sentenze ormai passate in giudicato, secondo i dati della procura generale. Situazione tesa, nervi a fior di pelle. E ieri mattina un presidio sotto la Regione da parte dei comitati del vesuviano, della penisola sorrentina e dell'area stabiese, per chiedere un incontro con i vertici di palazzo Santa Lucia e chiedere una moratoria diventa in breve una guerriglia urbana. Da un lato i comitati che premono entrare, dall'altro poliziotti che devono far partire un po' di cariche di alleggerimento. Tensione. Primi corpo a corpo mentre la rabbia dei manifestanti si scatena in altro modo: sacchetti lanciati all'ingresso della Regione e rifiuti agli angoli delle strade del quartiere dati alle fiamme. Caos e circolazione in tilt. Agguerriti gli abusivisti del comitato «Diritto alla casa» che raccoglie una serie di sigle che chiedono lo stop alle ruspe in nome di illeciti perpetuati per le prime case. Esasperati anche dalle promesse fatte dal centrodestra prima in occasione delle regionali del 2010 e poi da Silvio Berlusconi in persona alle ultime amministrative. Mala situazione ieri mattina degenera improvvisamente quando i dimostranti iniziano a lanciare grossi e potenti petardi contro la Regione e contro la polizia che stava gestendo l'ordine pubblico. Sono nati dei tafferugli al termine dei quali cinque poliziotti tra cui due funzionari sono rimasti feriti e tre persone sono state fermate e condotte in Questura. E in serata il bollettino s'aggrava: i tre fermi diventano due arresti e una denuncia. Saranno processati per direttissima stamani padre e figlio: Enrico Donnarumma, di 56 anni (con numerosi precedenti per rissa ed altri reati) e Giovanni Donnarumma, di 29, entrambi residenti a Lettere. Le accuse contro di loro sono di resistenza e lesioni ai danni di pubblico ufficiale e, per il solo Giovanni, anche di lancio di materiale esplodente. I due si sarebbero scagliati, causandone il ferimento, contro un funzionario di polizia e un agente che ne hanno avuto per sette giorni. Per resistenza e lesioni ai danni di pubblico ufficiale è stata denunciata anche una donna di 54 anni, M.A. sempre di Lettere. Intanto il sottosegretario ai Beni Culturali Riccardo Villari ha assicurato che chiederà un incontro al sindaco de Magistris sulla questione dei condoni edilizi. «Il ministero, considera la questione prioritaria e d'intesa con la direzione regionale dei Beni Culturali, ha già individuato quali tipologie, relative ad abusi minori, potranno essere evase in tempi rapidi, dando seguito al protocollo d'intesa firmato mesi fa dalla direzione regionale e dal comune di Napoli. Potremo così dare finalmente una risposta a tutti i cittadini che sono stati penalizzati da questa ventennale paralisi. Spero che l'incontro avverrà in tempi rapidi e sono convinto - ha concluso il sottosegretario Villari - che la stessa esigenza sarà manifestata dall'amministrazio-ne comunale». Condivide la proposta del politico pdl il presidente dei costruttori napoletani Rodolfo Girardi. «Auspico - dice - che la proposta del sottosegretario trovi accoglienza da parte del sindaco, attuando così il protocollo d'intesa già sottoscritto».