In ogni quartiere un elenco di consolidamenti e affreschi da mettere in sicurezza Non c'è un solo quartiere di Pompei che non sia interessato dagli interventi di restauro previsti dal "Progetto Operativo" da ottantacinque milioni di euro approvato due settimane addietro dal Consiglio superiore per i beni culturali. E non poteva essere diversamente. La città, nonostante tutti gli interventi, più o meno puntuali, attualmente presenta sofferenze diffuse derivate dalla sua estrema fragilità: ha duemila anni e ha subito pesanti bombardamenti nel 1944, oltre al terremoto del novembre 1980. E tuttavia il pericolo che correva se non si fosse intervenuti con rapidità e con mezzi (fondi e professionalità) era stato più volte segnalato dagli archeologi di mezzo mondo che in quel sito studiano e indagano per conto di università e Istituti di ricerca. Tanto che Alix Barbet, archeologa francese, tra i massimi esperti al mondo della pittura pompeiana e commissario Unesco, appena un anno fa, sulla rivista «Archeologia» avvertiva che la situazione, malgrado gli interventi restava «fortemente critica» e che «visita dopo visita, anno dopo anno, ripartiamo sempre più preoccupati». In questo lasso di tempo non sono certo diminuite le preoccupazioni ma certamente lo stanziamento recente assieme al piano di salvaguardia spalmato su trentanove tra edifici e domus pompeiane ha bloccato sino al 2013 l'iscrizione del sito tra quelli che l'Unesco ritiene a rischio. Primi edifici a essere interessati sono quelli in condizioni maggiormente precarie sia per le strutture sia per le pitture o i mosaici che vi sono conservati. Tra questi, è il caso degli apparati decorativi, pittorici e pavimentali della casa di Octaviaus Quartio detta anche di Loreio Tiburtino, una domus con un giardino immerso tra verde e specchi d'acqua e dove c'erano due lunghe vasche, con giochi di fontane, decorate con statue che rimandavano all'Egitto e ai suoi riti. Tra le decorazioni da salvare ci sono sia pitture che mostrano una ve-nere pescatrice e soldati in armi, sia piccoli quadri con scene di caccia. Importantissimo, poi, il dipinto con scene della storia di Troia che mostrano eroi omerici. Stessa sorte attende gli apparati decorativi pittorici e pavimentali della Fullonica di Stephanus, su via dell'Abbondanza, dove interessanti sono gli affreschi del salone che dà sull'atrio: quadretti con nature morte, santuari agresti, figure alate. Un milione di euro, infine, servirà per interventi di consolidamento e restauro della Casa di Fabio Rufo e dell'Insula occidentalis, un complesso architettonico ricco di apparati decorativi di ottimo livello che attualmente si stanno degradando giorno dopo giorno. Etre giorni fa la visita di dieci imprese statunitensi che si sono dichiarate pronte a sponsorizzare un gruppo di opere ma a una condizione: meno burocrazia.
Pompei. Ecco i programmi che hanno convinto i superesperti
Il "Progetto Operativo" per il restauro di Pompei, approvato con 85 milioni di euro, prevede interventi su 1.900 edifici e domus. La città, con duemila anni di storia, è fragile e ha subito bombardamenti e terremoti. Gli archeologi hanno segnalato la critica situazione, ma lo stanziamento recente ha bloccato l'iscrizione del sito tra quelli a rischio. I primi edifici a essere interessati sono quelli in condizioni precarie, come la casa di Octaviaus Quartio, con decorazioni pittoriche e pavimentali da salvare.
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