Malinconia grande, che ci stringe il cuore mentre percorriamo la Riviera di Ponente, da Ventimiglia a Genova. Erano parecchi anni che non facevamo quella linea.... e restiamo colpiti dall'abbruttimento progressivo, e irtecusabile, di tutta la regione litoranea...Noi siamo veramente un "popolo di costruttori"... costruiamo a dosso e bisdosso, senza un ritegno e un po' di tutto alla rinfusa». Non è l'invettiva di un verde fondamentalista, ma lo sfogo di un grande intellettuale di destra, Leo Longanesi, sul «Borghese» di mezzo secolo fa. Negli stessi anni (1955) il suo sodale Indro Montanelli rincarava la dose sul Corriere della sera, in una lettera «a un amico svedese», sostenendo che il nostro paesaggio ormai stava a cuore soltanto agli stranieri, mentre gli italiani, essendo diventati «moderni e progressisti», «il loro Paese lo preferiscono com'è ora, come lo hanno fatto diventare: una specie di Fiera campionaria stesa dalle Alpi alla Sicilia». Sdegno, sarcasmo e malinconia: così reagivano, alle prime colate di cemento che deturpavano l'Italia, i liberalconservatori d'antan. Una destra legalitaria, perfino un po' forcaiola, che all'odio implacabile per i «rossi» coniugava una granitica lealtà verso magistrati e forze dell'ordine, che mai avrebbe approvato sconti di pena o condoni per gli speculatori e pretendeva il rispetto dell'articolo 9 della Costituzione gramscian-crociana e cattocomunista: «La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artìstico della Nazione» (con la N maiuscola, come avrebbe voluto Giuseppe Bottai). Abbiamo ragione di domandarci cosa sia rimasto, di questa nobile ascendenza, nelle vene della maggioranza che oggi governa il paese. Malgrado gli sforzi del ministro Urbani la legge delega sull'ambiente appena approvata dalla Camera lascia aperto il varco a nuove devastazioni nelle aree protette: norme nebulose, sanzioni vaghe, in pratica tutto si sana purché si paghi. Altro che Isola dei Famosi: qui siamo nella Penisola degli Abusi. Gli ultimi scampoli di bellezza del paesaggio italiano sono in pericolo. Tanto che le associazioni ambientaliste, dal Wwf al Fai, hanno rivolto un appello al presidente Ciampi perché non apponga la sua firma alla legge (vedi al sito internet www.wwf.itambientedossierciam-pi201egge20delega.pdf). E poi ci lamentiamo dell'egemonia culturale della sinistra. Tranne poche eccezioni la cultura di centrodestra, liberale, liberista e conservatrice (con o senza neo), così ciarliera in altri campi, su questi temi mostra una singolare afasia. Viene voglia di dire: longanesiani e montanelliani del Duemila, se ci siete (e noi sappiamo che ci siete), battete un colpo.
Leo Indro nella Penisola degli Abusi
Leo Longanesi e Indro Montanelli, due intellettuali di destra, hanno scritto nel 1955 che il paesaggio italiano stava subendo un'abuso di cemento e che gli italiani preferivano il paese com'è ora, piuttosto che essere moderni e progressisti. Questi scritti sono stati considerati come un sdegno e un sarcasmo nei confronti della modernizzazione e della progressività. Oggi, le associazioni ambientaliste hanno rivolto un appello al presidente Ciampi per firmare la legge delega sull'ambiente, che lascia aperto il varco a nuove devastazioni nelle aree protette.
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