La Cinquantaquattro: premiato il nostro lavoro per salvare l'area archeologica più famosa «E' una bella notizia per Pompei. Dal dicembre scorso abbiamo lavorato senza concederci un attimo di respiro e stiamo ancora operando proprio per questo». È soddisfatta, Teresa Elena Cinquantaquattro, responsabile della Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei perla decisione presa dal Comitato dell'Unesco di rinviare di due anni l'iscrizione dell'area archeologica di Pompei tra i siti mondiali in pericolo. In particolare che cosa avete fatto? «Ci siamo attivati immediatamente per monitorare il sito e le sue criticità. E questo anche perché nel mese di dicembre c'è stato una ispezione dell'Unesco, a seguito dei crolli (Schola Armaturarum, un muro della Casa del Moralista e due muri: in via Stabiana e presso il Lupanare Piccolo, nda), finalizzata sia a valutare lo stato di conservazione generale del sito sia per verificare quanto l'immagine di Pompei che era uscita nei giorni del crollo fosse davvero rispondente a quella che emergeva dalle situazioni critiche descritte». Quali sono state le loro conclusioni? «In realtà, gli ispettori in due giorni hanno esaminato strada per strada l'area archeologica di Pompei, oltre Oplontis e Ercolano, e hanno verificato che davvero ci sono situazioni di degrado. Inoltre, hanno stilato una relazione e dato una serie di raccomandazioni e di indicazioni su come intervenire». Che cosa vi hanno raccomandato di fare? «Sostanzialmente ci dicevano di fare attività di messa in sicurezza e di manutenzione diffusa del sito archeologico. Quindi, la commissione dava raccomandazioni sull'incremento del personale e segnalava le professionalità che sarebbero state necessarie alla salvaguardia del sito. Ecco, credo che sostanzialmente tutto questo sia stato recepito nel decreto le:e emanato di recente dal governo e nel quale sono state previste sia lo stanziamento di consistenti risorse sia l'assunzione di nuovo personale. Dunque l'Unesco ha verificato che gran parte delle sue raccomandazioni hanno poi trovato una risposta concreta». Aldilà del decreto come vi state attrezzando? «Dal canto nostro abbiamo presentato un progetto globale degli interventi. Il piano è stato approvato dal Consiglio superiore dei beni culturali. Non appena saranno disponibili le risorse professionali e i fondi procederemo all'attuazione del programma. Tengo comunque a precisare che in questi mesi c'è stata attività di salvaguardia e monitoraggio della città millenaria». In particolare su quali case avete . lavorato? «Posso dire che abbiamo eseguito interventi puntuali e diffusi sull'intera area archeologica cercando di bloccare e risolvere tutte quelle situazioni che abbiamo giudicato maggiormente a rischio». C'era qualche edificio che rischiava più di altri? «In particolare non direi, e tuttavia si erano presentate tante piccole situazioni di criticità che abbiamo provveduto a sanare mettendo in sicurezza la domus o le decorazioni».
Pompei. La soprintendente: bene il giudizio ora acceleriamo su fondi e progetti
La Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei, guidata da Teresa Elena Cinquantaquattro, ha lavorato senza fermarsi per salvare l'area archeologica di Pompei. Nel dicembre scorso, l'Unesco ha effettuato un'ispezione del sito, segnalando situazioni di degrado e criticità. La Soprintendenza ha risposto immediatamente, monitorando il sito e le sue criticità. L'Unesco ha stilato una relazione e raccomandato attività di messa in sicurezza e manutenzione diffusa del sito. Il governo ha poi emanato un decreto che ha previsto lo stanziamento di risorse e l'assunzione di personale.
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