Gli Scavi di Pompei non sono nella lista nera dei «siti in pericolo". L'Unesco dà l'ok al piano e concede due anni all'Italia per «salvare" l'area archeologica, rinviando al2013la sua eventuale condanna dopo i crolli della Scuola dei gladiatori. POMPEI. L'Unesco concede due anni al governo per salvare l'area archeologica, rinviando al 2013 la sua eventuale iscrizione nel libro nero dei «siti in pericolo». E un'altra buona notizia viene dal ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan: dopo cinque annidi attesa sono passati i bandi per il rinnovo delle concessioni dei servizi nei musei. «Si tratta - ha spiegato il ministro - di 23 gare per assegnare i servizi per 70 musei ed aree archeologiche. I primi saranno Paestum, Ravenna, Tarquinia, Cerveteri e presto anche Pompei». Era attesa per la fine di giugno la relazione della professoressa Alix Barbet, direttore del settore ricerca del Cnrs in Francia, che lo scorso dicembre effettuò un'ispezione negli scavi di Pompei in seguito al crollo della scuola dei gladiatori. Fu lei a rivelarlo nel corso del sopralluogo: «Il dossier sul degrado di Pompei sarà pubblicato sulla rivista Unesco a giugno 2011». Dalla Francia, però, è arrivato un freno. II comitato del Patrimonio mondiale dell'Umanità ha, infatti, deciso in extremis a Parigi di rinviare al 2013 l'eventuale iscrizione di Pompei nella lista dei siti considerati a rischio crollo. Nel corso dei lavori della trentacinquesima convention Unesco, i 21 Stati membri del comitato hanno valutato positivamente le informazioni fornite dall'ambasciatore italiano Maurizio Serra sullo stato ai conservazione del sito di Pompei, apprezzando in particolare la legge di marzo 2011 con cui sono stati stanziati fondi straordinari. Il comitato ha, così, deciso di rinviare al 2013 tutte le valutazioni. Il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, che lo scorso dicembre, su richiesta dell'Unesco, incontrò la delegazione, ha tirato un sospiro di sollievo. «Certo due anni non sono molti per far rinascere il nostro patrimonio archeologico - ha detto il primo cittadino - ma se uniremo gli intenti abbiamo ottime possibilità di riuscita. Classificare gli scavi di Pompei nella lista dei siti in pericolo - evidenzia D'Alessio - sarebbe stata una sciagura per l'intero comparto culturale ed economico della Regione». La professoressa Alix Barbet, autrice di innumerevoli saggi sulla pittura muraria non solo a Pompei, e Jean-Pierre Adam, architetto e archeologo francese del dipartimento di Architettura antica del Cnrs, che ha scavato a Pompei e attualmente insegna all'école du Louvre, autore del saggio «L'arte di costruire presso i romani», per tre giorni monitorarono lo stato di salute degli scavi, meta di tre milioni e mezzo di visitatori all'anno. La loro relazione e il piano Pompei, messo a punto dal governo, ha convinto i membri Unesco che «Pompei può vincere la dura sfida di rinascita». Il disastro Il 6 novembre 2010 il crollo della scuola d'armi. Il 30 novembre cede un muro antico atto 3 metri che fungeva da contenimento del terrapieno posto sul peristilio della Casa del Moralista. Il 1 dicembre altri due crolli, una bottega di via Stabiana e il la Domus del Piccolo Lupanare. Il 2 dicembre, mentre era in corso la visita degli ispettori Unesco crolla il muro del peristilio della casa di Trebio Valente. I ministri Il 23 marzo 2011 il ministro Sandro Bondi si dimette, al suo posto al dicastero dei Beni Culturali arriva Giancarlo Galan. Come esordio, il 12 aprile, il neoministro sceglie il luogo simbolo del disastro da dove annuncia "caccia agli sponsor, nuove assunzioni e manutenzione ordinaria per gli scavi di Pompei". L'ispezione Dal 2 al 4 dicembre del 2010 un team di esperti dell'Unesco, con a capo la professoressa Alix Barbet, direttore del settore Ricerca del Cnrs in Francia, ispezionò l'area archeologica al fine di stilare un dossier per fotografare lo stato di degrado dell'intera area archeologica e delle sue preziose strutture riportate alla luce. I FONDI Sulla base dell'accordo di febbraio 2011 105 milioni di cui 85 per le opere di manutenzione e restauro 8,2 per il piano della conoscenza 2,8 per il potenziamento 2 per la sicurezza 7 per la comunicazione