(stella cervasio) UN BLOCCO a tutti i piani urbanistici per Napoli. E un sottinteso ok a un nuovo "Mani sulla città", che potrebbe giustificare altri abusi edilizi. È quanto ha fiutato nel senso della delibera regionale n. 2142011 la Confedertecnica, l'associazione che riunisce i sindacati delle libere professioni tecniche della Campania. Con la delibera, approvata dalla giunta regionale il 24 maggio scorso, passa un "regolamento in attuazione" dell'articolo 43 bis della legge regionale n. 16 del 2004, quella che stabilisce le "norme sul governo del territorio". E che cosa decide Santa Lucia sul mattone, su proposta dell'assessore all'Urbanistica Taglialatela? Che se il Consiglio regionale approverà definitivamente il regolamento, i piani regolatori generali e i programmi di fabbricazione decadranno 18 mesi dopo. «Il problemaè di estrema importanza - spiega l'autore della denuncia, l'architetto Marco Ciannella, presidente di Confedertecnica Campania - se fosse approvato il deliberato, la città di Napoli si troverebbe nella condizione di non poter più svolgere attività urbana fino all'approvazione di un nuovo Puc, il Piano urbanistico comunale, che sappiamo non si può fare prima di tre anni. Ha il sapore di una ritorsione politica». Un'operazione che si ritorcerà piuttosto contro le attività imprenditoriali e progettuali. Decadendo infatti il Prg, in vigorea Napoli dal '96, viene sostituito dall'articolo 9 del Dpr 380 del 2001, che autorizza soltanto manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro conservativo. «Si bloccherebbe ogni attività edilizia, comprese le ristrutturazioni, oggi una voce consistente dell'attività, e si darebbe così il via libera all'abusivismo. E il danno non è solo per Napoli - prosegue Ciannella- La Campania conta 551 comuni, all'incirca 350 sono quelli ancora dotati di Prg che non hanno cioè ancora approntato il Puc. Anche questi vedranno decadere il loro piano regolatore». Mentre i due ex candidati de Magistris e Lettieri annunciavano in campagna elettorale lievi modifiche al Prg in vigore il primo e il secondo la rivoluzione delle grandi varianti, zitta zitta la Regione chiariva il senso del "tertium non datur", sparigliando completamente rispetto ad alleati e oppositori. «È impossibile - sostiene il presidente di Confedertecnica che una Napoli già stremata economicamente sia ancora per anni senza un regolamento normativo che bloccherebbe qualsiasi iniziativa a carattere urbano, se non si modifica l'articolo 1 comma 3 del Regolamento attuativo, le cui ragioni sono incomprensibili. A meno che la Regione e per essa la Provincia non abbiano intenzione di commissariare, ai sensi dell'articolo 39 della legge regionale 162004, il Prg, e così esautorare la programmazione che spetta al Comune». Lo scenario che prospettano i tecnici è preoccupante: più di 50 Pua - Piani urbanistici attuativi sono in corso di istruttoria, come quelli previsti per Napoli Est, hanno superato la fase preliminare. «La questione è - sottolinea l'architetto - che se passa la normativa tutti questi piani decadono e non si può fare più nulla. Un'operazione che equivale a distruggere una città, senza una logica, neppure dal punto di vista politico». Un provvedimento importante, quello del 24 maggio, approvato a metà tra prima tornata elettorale e ballottaggio, ma passato sotto silenzio, anche se si sa delle proteste di numerosi consiglieri regionali. Molti tecnici dichiarano di averlo appreso direttamente dal Burc, il bollettino ufficiale della Regione. Confedertecnica ha presentato un ricorso alla IV Commissione consiliare e al presidente, Domenico De Siano, chiedendo la modifica dell'articolo incriminato. In caso contrario, quel 24 maggio, annunciano architetti, geometri e periti, sarà come il Piave al tempo della prima guerra mondiale: sono pronti a un conflitto in piena regola con Santa Lucia.
NAPOLI - Una delibera può azzerare i piani regolatori
La Regione Campania ha approvato una delibera che potrebbe bloccare i piani urbanistici di Napoli per 18 mesi. Il regolamento, approvato il 24 maggio, sostituirà il Piano regolatore generale (Prg) con un nuovo "regolamento in attuazione" dell'articolo 43 bis della legge regionale. Ciò significherebbe che i piani regolatori generali e i programmi di fabbricazione decadrerebbero e la città di Napoli non potrebbe più svolgere attività urbana fino all'approvazione di un nuovo Piano urbanistico comunale (Puc), che potrebbe non essere possibile entro tre anni.
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