Leccezionale ritrovamento nella cripta della chiesa, i corpi perfettamente conservati Una strana alchimia di correnti sotterranee ha evitato la decomposizione. In buono stato anche i monili e gli abiti indossati mezzo millennio fa VESTIVANO abiti semplici, in lana o cotone grezzo, e avevano calze e cuffiette pesanti adatte a chi deve sfidare il gelo della montagna. Alcuni avevano al dito gli anelli nuziali, e al collo collanine con medagliette votive, molte dedicate alla Madonna di Loreto, e nelle mani i grani del rosario. Sono stati trovati così, nella loro semplicità, gli antichi abitanti di Pievepelago, vissuti sullAppennino modenese tra il Cinquecento e il Settecento. Trecento corpi seppelliti in due secoli e mezzo nella cripta della chiesa della Conversione di San Paolo Apostolo, a Roccapelago, che per una strana alchimia di correnti sotterranee si sono conservati perfettamente, in parte come mummie, in parte come scheletri. Unintera comunità dimenticata da secoli in quella che era una fossa comune e che ora rivela un carico di memorie. Caso più unico che raro perché normalmente i resti delle sepolture comuni non lasciano tracce, mentre si possono leggere bene le tombe di personaggi altolocati. «Il ritrovamento per questo è eccezionale e stiamo ricevendo chiamate di interessamento da parte di studiosi di diverse discipline da tutta Italia - dice Luca Mercuri, archeologo della Soprintendenza che ha seguito gli scavi con Marco Labate - . Dobbiamo compiere tutta una serie di esami per poter sapere come vivevano. Le patologie della colonna vertebrale o lo sviluppo delle ossa potranno indicare che tipo di lavoro svolgevano. E lo stato della dentatura invece ci darà indicazioni sulla loro dieta». Ma ci sono alcuni dettagli che già incuriosiscono. Come il ritrovamento di una lettera «componenda», una sorta di preghiera-patto con Dio in cui si chiedeva la grazia in cambio di fioretti e che veniva portata rinchiusa in un ciondolo. Cera poi un certo rispetto per i cadaveri che venivano gettati dallalto: per non scomporre la bocca, veniva fasciata la testa, si legavano i vestiti tra le gambe perché non scoprissero il corpo, così come si tenevano le mani giunte, legate, in atto di preghiera. Per portare avanti studi approfonditi si cercheranno fondi della Comunità Europea e una volta finite le ricerche parte dei reperti sarà esposta nelle sale della chiesa.
BOLOGNA - Roccapelago, il borgo delle 300 mummie
A Roccapelago, in provincia di Modena, è stato trovato un ritrovamento straordinario nella cripta della chiesa della Conversione di San Paolo Apostolo. I corpi di 300 persone, sepolte tra il Cinquecento e il Settecento, sono stati trovati perfettamente conservati, in parte come mummie, in parte come scheletri. La strana alchimia delle correnti sotterranee ha evitato la decomposizione. I corpi sono stati trovati con abiti semplici, calze e cuffiette pesanti, e con oggetti personali come anelli nuziali, collanine e grani del rosario. Il ritrovamento è eccezionale e sta attirando l'attenzione di studiosi di diverse discipline.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo