Quindici fra le più belle chiese di Napoli e del mondo non appartengono alla Chiesa ma al ministero dell'Interno: ieri, la tappa finale della visita alla città del ministro Giuseppe Pisanu era Santa Chiara che, con il suo chiostro, è una delle perle del Fec, fondo per l'amministrazione degli edifici di culto. Proprio Santa Chiara, con il suo chiostro, è stata scelta per la presentazione di un libro- scrigno, curato dal professor Achille Bonito Oliva, che promuove quindici tesori del Fec, chiese fra le più note ed amate della città. Santa Chiara, appunto, San Domenico Maggiore, San Gregorio Armeno, la basilica del Carmine, Santa Maria della Sanità, solo per citarne alcune. E quindici non sono tutte. Le chiese del Fec a Napoli sono ben quarantotto, trentacinque delle quali aperte e visitabili. Un patrimonio, per definizione, inestimabile; carico di «passato e di futuro» dirà il ministro Pisanu ad un uditorio di autorità e giornalisti. Passato di una città imbevuta di cattolicesimo e bellezza, futuro di una città che, a partire da un patrimonio unico sul pianeta, può ricominciare a costruire opportunità, personalità e cultura delle nuove generazioni. Ad ascoltare il ministro, al posto d'onore al centro della platea, il cardinale Michele Giordano, alla sua destra il sindaco Rosa Iervolino, alla sinistra il prefetto Renato Profili. E non era un caso che, a fianco della Iervolino, già ministro dell'Interno, sedesse un altro predecessore di Pisanu, Giorgio Napolitano. Il Fec, infatti, è una realtà sorprendente, quasi estranea al corpaccio freddo di un ministero di polizia. E' una realtà che obbliga i funzionari a fare i conti con gli acciacchi, gli splendori, la sterminata bellezza di un patrimonio fragilissimo. Roba da «vertigine» tanta bellezza, dirà Achille Bonito Oliva. Pisanu, in visita a Napoli, ha scelto il Fec come il simbolo della sensibilità del corpaccio freddo. «Non solo polizia - ha detto - ma anche garanzia». Di altro non intendeva parlare; non qui a Santa Chiara. Pisanu farà un giro del chiostro, guidato da padre Giuseppe Reale dell'associazione «Oltre il Chiostro», dal prefetto La Motta, responsabile del Fec e dal sovrintendente Enrico Guglielmo e non risponderà a domande della stampa. Stringerà con trasporto la mano del generale Ugo Zottin, che comanda i carabinieri tutela patrimonio culturale, accompagnato dal comandante del nucleo tenente Lorenzo Marinaccio («i nostri angeli custodi..» li saluta). Si intratterrà con il questore Franco Malvano, il comandante della regione carabinieri Campania, generale Leonardo Gallitelli, ed il generale Vincenzo Suppa, comandante regionale della Guardia di Finanza. Saluterà Antonio Pariante, del comitato civico per il recupero della chiesa di Santa Maria di Portosalvo. Gratificherà in eguale misura carabinieri e polizia, ognuno con il proprio candidato agli altari, Salvo D'Acquisto e Giuseppe Palatucci. Ma non parlerà altro che d'arte, tutela, interventi. Annuncia l'arrivo a Napoli di una mostra di successo a Roma («La Passione secondo De Chirico») in una chiesa del Fec. Con il sindaco si intratterrà su ricordi di famiglia, quando la mamma del primo cittadino, all'epoca sottosegretario, ritrovava negli scantinati di un museo il crocefisso che ora sta sull'altare di Santa Chiara. «Napoli è ben altro - dirà - che i criminali che la deturpano ed offendono».
NAPOLI - Ecco i tesori delle chiese del Viminale
Ieri, il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha visitato a Napoli la chiesa di Santa Chiara, facente parte del Fondo per l'amministrazione degli edifici di culto (Fec). La visita è stata parte di una tappa finale della visita alla città del ministro. Pisanu ha presentato un libro-scrigno promuovendo quindici tesori del Fec, tra cui chiese come San Domenico Maggiore, San Gregorio Armeno e la basilica del Carmine. Il Fec a Napoli conta 48 chiese, 35 delle quali sono aperte e visitabili. Il ministro ha affermato che il Fec è una realtà sorprendente e che il suo patrimonio è inestimabile.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo